Cari amici, le parole di Pietro: “… ma sulla tua parola getterò le reti” che abbiamo ascoltato nel vangelo della V domenica del tempo ordinario, continuano a risuonarmi nelle orecchie. Queste parole in passato, mi hanno aiutato a rispondere al Signore, alle sue chiamate; mi hanno aiutato a camminare fiducioso su strade non tracciate e solo intraviste dalla fede.


letteraparroco201601Oggi, qui a Castiglion Fiorentino, da parroco, all’inizio della quaresima e nel pieno del giubileo straordinario della misericordia, quelle parole come il resto del brano evangelico acquistano un significato particolare e diventano domanda: verso dove il Signore conduce questa comunità parrocchiale? Che cosa ci dobbiamo attendere dalla sua benevolenza? Che cosa dobbiamo mettere a disposizione di Gesù perché parli oggi al cuore delle persone?
Domande che forse chi mi ha preceduto si è fatto a suo tempo e a cui ha dato delle risposte facendo scelte, contattando e coinvolgendo persone, suscitando iniziative nei vari ambiti pastorali: liturgia, carità, catechesi, laicato marista, giovani, famiglie.
In questi mesi sono entrato sempre più in contatto con le realtà della parrocchia ringraziando il Signore per ciò che ho trovato di buono e consolidato ma anche accogliendo, da chi è anche più coinvolto nelle attività pastorali, le difficoltà e le criticità di questo momento storico. Mi è sembrato allora che anche per la nostra comunità parrocchiale si stiano fissando, in un certo senso, le “reti vuote”. Non vorrei dire che ci sia in modo diffuso scoraggiamento e delusione ma un certo senso di impotenza e incertezza credo di sì. Un sentire che segue all’impegno e alla fatica espressa negli anni passati e che accompagna il presente. Gli ambiti che sembrano a un primo sguardo più toccati da questa che potremmo definire “crisi” sono quelli del mondo della famiglia e dei giovani.
Ritengo allora che sia necessario nell’immediato futuro intraprendere un cammino di discernimento e rinnovamento. Credo che potremmo trovare un grande aiuto nel modo in cui il papa sta compiendo il suo ministero profetico per la Chiesa e il mondo.


La sintesi e il programma del ministero di Papa Francesco lo troviamo espresso in modo esplicito e completo nell’enciclica “Evangelii Gaudium” che ci aiuta a guardare la realtà sociale, umana, economica ed ecclesiale con gli occhi della fede e ripartendo da Cristo, al fine di trasformare e rinnovare ogni cosa e soprattutto la Chiesa. Tutto ciò prende il nome di evangelizzazione.


A tale proposito vi riporto per intero il n° 84
“ La gioia del Vangelo è quella che niente e nessuno ci potrà mai togliere (cfr Gv 16,22). I mali del nostro mondo – e quelli della Chiesa – non dovrebbero essere scuse per ridurre il nostro impegno e il nostro fervore. Consideriamoli come sfide per crescere. Inoltre, lo sguardo di fede è capace di riconoscere la luce che sempre lo Spirito Santo diffonde in mezzo all’oscurità, senza dimenticare che «dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia» (Rm 5,20). La nostra fede è sfidata a intravedere il vino in cui l’acqua può essere trasformata, e a scoprire il grano che cresce in mezzo della zizzania. A cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, anche se proviamo dolore per le miserie della nostra epoca e siamo lontani da ingenui ottimismi, il maggiore realismo non deve significare minore fiducia nello Spirito né minore generosità. In questo senso, possiamo tornare ad ascoltare le parole del beato Giovanni XXIII in quella memorabile giornata dell’11 ottobre 1962: «Non senza offesa per le Nostre orecchie, ci vengono riferite le voci di alcuni che, sebbene accesi di zelo per la religione, valutano però i fatti senza sufficiente obiettività né prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della società umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai [...] A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo. Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l’umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi successivi attraverso l’opera degli uomini, e spesso al di là delle loro aspettative, e con sapienza dispongono tutto, anche le avverse vicende umane, per il bene della Chiesa». (Discorso di apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II (11 ottobre 1962), 4, 2-4: AAS 54 (1962), 789)”


Sono fiducioso che lo studio e la riflessione sulla “Evangelii Gaudium”, fatto a livello comunitario, tra le varie realtà della parrocchia, possano condurci verso una nuova tappa della vita della nostra comunità e che, come direbbe S. Paolo, sapremmo rendere conto della fede e “dell’amore che è stato riversato nei nostri cuori” (Rm 5,5) ed esprimere nuovi carismi e doni, al fine di formare pienamente Cristo in ogni fratello e sorella. (Cfr. Gal 2,19)
In questo mercoledì delle ceneri in cui ci apprestiamo ad iniziare il cammino di conversione quaresimale vi saluto calorosamente augurando a voi e a me di camminare con fede, intra-vedendo, cioè vedendo dentro e attraverso la nostra umanità la vita nuova e bella del Vangelo. Accogliamo l’invito del papa a sperimentare in questa Quaresima, tra le braccia materne della Chiesa, nell’ascolto attento della parola, con abbondanza la misericordia del Signore il cui volto incarnato è Gesù nato dalla Vergine Maria. Buon cammino a tutti.

p. Emanuele – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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