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  • Lo scorso 6 ottobre hanno fatto sosta a Castiglion Fiorentino i pellegrini di “Una Terra, Una Famiglia Umana".
    Partiti da Roma, hanno proseguito per Parigi dove hanno richiamato l’attenzione dei partecipanti alla Conferenza Mondiale sul Clima sui drammatici effetti ambientali e sociali del cambiamento climatico.
    I protagonisti hanno condiviso la loro esperienza con pochi (purtroppo) concittadini e parrocchiani.
    Il pellegrinaggio è ideato da un movimento di cui fanno parte persone di diverse comunità religiose e della società civile, guidato da Yeb Sano, ex negoziatore sui cambiamenti climatici della Repubblica delle Filippine; per la tratta italiana era organizzato da FOCSIV – Volontari nel Mondo con la collaborazione della Coalizione Italiana per il Clima.

  • UN VIAGGIO MUSICALE TRA I CANTI DI ISPIRAZIONE RELIGIOSA DEGLI ANNI ‘60/’70

    …E canta con noi questa vita

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    Gran bella serata quella vissuta domenica 15 marzo nella chiesa del Rivaio!!!!

    È andato in onda un pezzo di storia dei nostri gruppi giovanili: tanti ricordi legati a musiche e canti vecchi di qualche decennio, che sono stati ripresentati non in chiave nostalgica, ma con l’intento di trasmettere alle generazioni venute dopo la bellezza del gruppo, dello stare insieme, di un’amicizia che aiuta a scoprire l’amico per eccellenza, Gesù!

    In effetti, le canzoni presentate nella serata voluta dalla Corale Mariotti e realizzata con l’aiuto di tanti amici, sono andate a ripercorrere l’evoluzione dei canti giovanili ad ispirazione religiosa, dagli anni della “Messa Beat” fino alle canzoni del Gen Rosso.

    I più “anziani” del gruppo, che hanno un vago ricordo dei complessi che suonavano alla messa in alcune occasioni, hanno espresso la loro riconoscenza per quanto hanno ricevuto dal carissimo P. Piero Topini, che ha saputo trasmettere a loro l’amore per questa musica.

    Degni di positiva nota i musicisti che, armati di basso, chitarre elettriche, tastiera e batteria, hanno creato nel Santuario un clima nuovo e gioioso, in particolare i giovanissimi chitarristi Alice e Lorenzo, e a Mina… la più giovane canterina!

    Un ringraziamento per la disponibilità va al nostro parroco P. Marcello che non solo ha appoggiato l’iniziativa, ma si è lasciato anche coinvolgere come cantore.

    Grazie anche al numeroso pubblico… se qualcuno pensava di schiacciare un pisolino, alla fine è stato trascinato dal ritmo di una serata che è volata via velocemente.

    Personalmente ho vissuto tutto con una grande gioia!

    Per gli amici con cui abbiamo passato il tempo fin dalle prove; perché mi venivano alla mente i miei primi passi nell’allora Gruppo Giovani Rivaio (con Paolo, Mauro, Stefano e gli altri), quando uscire di casa voleva dire andare “sotto il campanile”, ma anche per la felicità di suonare la batteria proprio nella mia parrocchia!

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    Adesso i propositi sono tanti, primo fra tutti quello di riproporre la serata durante l’estate al Villaggio del Giovane… in attesa che ci propongano una tournée! Vedremo…..

    Di sicuro un gran bella serata vita vissuta nel nostro Santuario!


    Fabio

  • Avvenire, 15 novembre 2015 di ENZO BIANCHI

    Così pregavano al cuore della bufera algerina i monaci trappisti di Tibhirine. E, in chi crede, tale preghiera sorge spontanea di fronte a efferatezze che di umano hanno solo il raziocinio con cui vengono progettate e realizzate. È un nuovo pezzo incandescente di quella “terza guerra mondiale” parcellizzata nella quale non si riesce a capire – o i pochi non vogliono che i molti capiscano – chi arma chi e a che scopo. Disarmare chi uccide senza pietas pare al di là delle nostre forze, come pure supera le nostre capacità il disarmare i nostri sentimenti e renderli degni di quell’umanità che non riconosciamo nell’altro quando assume i tratti del carnefice. Per questo l’autentico disarmo, interiore ed esteriore, è da invocare da Dio come dono ed è da ricercare con le nostre forze come profezia. Disarmati, potremmo forse trovare il tempo e la lucidità per porci interrogativi che oggi l’angoscia e il pianto soffocano nella rabbia dell’impotenza. Siamo di fronte a disperati che seminano disperazione? Oppure cinici burattinai stanno giocando al massacro in una lotta di potere che gli uni rivestono di un manto religioso sempre più abusato e falso e gli altri abbelliscono con richiami ipocriti a valori negati nei comportamenti verso gli altri?
    Purtroppo solo il terrorismo sembra capace di causare l’insurrezione delle nostre coscienze, ma noi non vogliamo vederne le cause, né assumerci le responsabilità per tutte le situazioni che lo hanno favorito o che ne diventano l’humus. La rivolta delle nostre coscienze dovrebbe avvenire non solo quando siamo colpiti nella nostra Europa ma sempre, quando si scatena la barbarie e uomini, donne e bambini ne sono vittime: si pensi a quanto avviene quotidianamente in Siria o in Iraq… Ovunque un essere umano è ucciso, l’umanità intera dovrebbe sentirsi ferita.
    Parlare di tragica spirale di violenza non è figura retorica: quando ci si lascia trascinare nel vortice della morte e si cerca di venirne fuori con armi speculari e contrapposte, quando si vede il turbine montare e ci si avvita a ritroso per incolpare gli uni o gli altri di averne innescato il moto, allora la velocità stessa del vortice accelera, fino a travolgere tutto: i fini perversi come le buone intenzioni, i torti e le ragioni, i giusti e i malvagi, i sommersi e i salvati.
    “Non c’è giustificazione né religiosa né umana” per simili atti, ha proclamato con voce rotta papa Francesco. Perché la religione non implica guerra e morte violenta, mentre la ragione umana è contraddetta alla radice dalla negazione dell’umanità del proprio simile. Rispondere da esseri umani e da credenti a gesti disumani e contrari alla religione implica allora il ripudio dell’“occhio per occhio” e il fondare i nostri gesti su ciò che è giusto e retto,
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    su ciò che la dignità dell’uomo e la volontà di Dio mostrano al nostro intimo come fonte di shalom, di pace e vita piena. E non cedere alla logica della morte che invoca altra morte.
    Il giorno dello scoppio della seconda guerra mondiale, così scriveva il poeta Wystan Auden: “Senza difesa il nostro mondo / giace sotto la notte attonito; / eppure, accesi ovunque, / ironici punti di luce / lampeggiano là dove i Giusti / si scambiano i loro messaggi: / oh, che io possa, composto come loro / d’Eros e di polvere, / assediato dalla medesima / negazione e disperazione, / mostrare una fiamma affermativa”.
    Ecco, possano i nostri silenzi oranti, le nostre parole accorate, le nostre azioni meditate, le nostre vite donate mantenere acceso un lucignolo affermativo, così che altri possano a loro volta mostrare una fiamma di speranza. “Se questo è un uomo”, invitava a chiederci Primo Levi nel baratro del disumano: non rassegniamoci a ripetere la stessa domanda dopo settant’anni e altri milioni di morti di una tragica guerra a puntate.

  • L’intervento del Parroco sul "Giornale del Palio"

    Quale significato può avere oggi – 2015 – un Palio dedicato alla Madonna?

    Credo che la risposta più immediata a questa domanda possa essere trovata nella funzione di collegare la nostra fede – fatta anche di devozione, ma non solo – alla vita quotidiana.

    La persona che inizia la giornata affidandosi a Dio, magari per intercessione di Maria, intende ricordarsi che Dio non sarà escluso dalle vicende concrete di quella giornata; sarà il Dio presente – l'Emanuele, il DIO CON NOI – che non rimane chiuso tra le quattro mura della Chiesa o lontano nell’alto dei cieli, ma lo accompagna, sostenendo le sue gioie e consolandolo nei momenti di stanchezza, fatica e tristezza. La vita di quella persona diventa, così, fede incarnata.

    Allo stesso modo, dedicare il Palio alla Madonna delle Grazie, invocarla nei giorni precedenti la gara (in modo particolare il martedì 16 giugno, al momento di preghiera a cui sono invitati a partecipare in modo forte i membri dei tre rioni della nostra città) e ringraziarla dopo lo svolgimento del Palio (ringraziamento che, continuo a pensare, dovrebbe essere un dovere-piacere non solo per il rione vincitore ma, come in piccola parte già avviene, anche per i rioni perdenti) è il nostro modo per includere Maria, e per mezzo di lei il Buon Dio del quale lei è Madre, in questo atto concreto della nostra vita cittadina.

    Non ignoro i lati meno sportivi del Palio, i giochi compiuti sotto-banco, etc. – tipici di questo tipo di manifestazioni (e forse della vita stessa?) ormai difficilmente evitabili “regole del gioco” – ma l‟affidamento alla Madre di Dio ci permette di sentire Dio stesso presente in ciò che facciamo: sia quando, nello sport come nella nostra vita, giochiamo pulito, sia quando lo facciamo in modo sporco, Dio che ci ama prima che noi amiamo Lui e il prossimo (Prima Lettera di Giovanni capitolo 4, versetto 10) ci è vicino, gioisce con noi dei nostri successi e ci sostiene continuando ad avere fiducia in noi anche quando facciamo fatica e pecchiamo. E ci dona la forza per provare ad essere sempre più leali e “veri”, così come leale e vero è Lui.

    Rivolgerci alla Vergine delle Grazie, quindi, ci aiuta ad avvicinarci alla GRAZIA - Gesù stesso - per chiedere al Buon Dio le grazie che ci stanno a cuore.

    Puntare il nostro sguardo verso Maria, essere umano come noi, è confermare la nostra fede in Dio che – come ha fatto in lei – compie grandi cose anche in ciascuno di noi.

    L'augurio per questo Palio – e per tutto l'anno – è quindi che, come Maria, sappiamo vivere nella concretezza quotidiana i valori umani e cristiani, permettendo al Buon Dio, che fa nuove tutte le cose, di continuare ad accompagnarci e aiutarci a crescere. Crescere non solo imitando in modo meccanico il passato, ma, forti delle esperienze passate, sapendo camminare OGGI come uomini e donne leali, onesti e fiduciosi in se stessi, negli altri e in Dio.

     

  • La Famiglia Parrocchiale del Rivaio partecipa con gioia la ricorrenza dei

    25 ANNI DI SACERDOZIO

    del parroco

    Padre Emanuele Di Mare

     

    Mercoledì 4 ottobre, ore 21

    preghiera e riflessione nel Santuario

     

    Sabato 7 ottobre, ore 19

    S. Messa concelebrata

    seguirà buffet nel Salone Colin

    tutti sono invitati

  • Meritata e sentita festa per il 25° anniversario di sacerdozio dell'attuale Parroco P. Emanuele di Mare.

    Alla presenza dei familiari venuti dalla terra di origine, la comunita' del Rivaio insieme alla Famiglia Marista, si e' stretta attorno al suo Parroco, prima con una concelebrazione nel santuario del Rivaio e poi con un momento conviviale nel nuovo salone Colin.

    Il risultato...una splendida serata!!!!

     

  • Il coro si ritrova per le prove tutti i giovedì nella chiesa del Rivaio.

    Chi desidera partecipare e condividere questa esperienza è ben accolto, si cercano in particolare rinforzi per le sezioni maschili, ma l’invito è aperto a tutti.

    Non servono conoscenze musicali.

  • Solo in te riposa l'anima mia.

    Mercoledì 4 ottobre ore 21 Chiesa del Rivaio.

    Incontro di preghiera in preparazione al XXV anniversario di ordinazione di P. Emanuele

  • Tanti ne sono passati dal 18 marzo 1967 quando nella sua Fossano, padre Lorenzo fu ordinato sacerdote nella sua Fossano. Padre Lorenzo è stato festeggiato il giorno 18 nel santuario torinese di Corso Francia, e il 19 nella sua città natale, vicino ai familiari. Molti gli auguri che gli sono pervenuti via Facebook. Anche come comunità parrocchiale del Rivaio, abbiamo fatto pervenire a p. Lorenzo, nostro parroco per due mandati, un messaggio di auguri che è stato letto da p. Mario Castellucci proprio nella celebrazione tenutasi a Fossano.

    LII2 18A Padre Lorenzo, nel suo cinquantesimo di sacerdozio La comunità del Rivaio in Castiglion Fiorentino alla quale hai dedicato per diversi anni le tue energie fisiche e spirituali e le tue doti umane e sacerdotali partecipa alla gioia di questo momento che non appartiene solo a te, ma a tutti quelli che hai incontrato nello svolgere il tuo prezioso ministero sacerdotale. Ti abbiamo avuto come parroco per due volte, la prima dal 1995 al 98 tre anni brevi ma intensi, interrotti perché chiamato ad assumere un incarico importante. Ancora dal 2005 al 2012 sei stato guida sensibile e attenta per i piccoli, i giovani, le famiglie e gli anziani della comunità. Hai condiviso le gioie e le sofferenze di molti e sei stato apprezzato per le tue doti nella più ampia comunità civile e in ambito diocesano. Per quanto ci hai donato, per quanto hai donato a chi ti ha incontrato prima e per quanto donerai ancora ringraziamo con te il Signore che ti ha chiamato a servirlo, preghiamo per il tuo “Sì” di ogni giorno e ti affidiamo alla Beata Vergine delle Grazie del Rivaio, intorno alla quale la tua vocazione sacerdotale è maturata e si è formata negli anni del seminario e si è concretamente espressa nella cura della parrocchia. Ti giunga per questo il nostro abbraccio spirituale che ci auguriamo presto di poterti porgere personalmente.

     

    LII2 19 

     

  • venerdì 4 marzo. PELLEGRINAGGIO GIUBILAR

    Domenica 3 aprile. GIORNATA INSIEME


    per i ragazzi delle scuole superiori, alla Pieve di Chio.


    Sono iniziative del vicariato.

    I dettagli verrano dati tramite i catechisti e gli animatori di ogni parrocchia.

  • LII2 23
    Triduo per la festa di S. Pierre Chanel
    26 - 27 - 28 Aprile 2017
     
    LII2 21
    Mese di Maggio
    Tutte le sere Rosario alle ore 21, S.P. Chanel
    LII2 20
     
    LII2 25
    Festa dei Campi
    20/21 Maggio
    Benedizione del Lavoro, Ringraziamento per i frutti della terra, La Famiglia Parrocchiale celebra e festeggia a S.Antonino e Cozzano
     
     
  • AGENDA DI NATALE

     
    NOVENA DI NATALE

    dal 17 al 23 dicembre, ore 18

     
    Domenica 18

    Durante le SS. Messe delle 10 e 11:30 saranno benedette le statuette dei Gesù Bambino

     
    Mercoledì 21, ore 19

    Ore 19 Celebrazione Comunitaria del Sacramento della Riconciliazione
    Ore 21 Confessioni per i giovani

     
    Sabato 24

    Confessioni, dalle ore 15 alle 19
    MESSA VESPERTINA DELLA VIGILIA ALLE ORE 17 A S. PIETRO CHANEL
    NON C’È LA S.MESSA DELLE ORE 18 AL RIVAIO

    ORE 24 : S. MESSA - VEGLIA DI NATALE

    Domenica 25 - S. NATALE

    orario festivo delle S. Messe

     
    Lunedì 26 - Santo Stefano

    SS.Messe: Rivaio 8:00-10:00-18:00 - S. Pietro Chanel 8,30
    Cozzano 9:00 - S. Antonino 10:00

     
    Giovedì 31 - S. Silvestro

    ore 18 - Te Deum di ringraziamento per l’anno che si conclude
    Serata conviviale in fraternità per Aspettare insieme il 2017

     
    Domenica 8 gennaio - Festa della Sacra Famiglia

    Rivaio, ore 10 un particolare invito a quanti hanno celebrato quest’anno il loro matrimonio o un anniversario significativo

     
  • Il 29 Gennaio 2016 presso la Chiesa di S. Michele ad Arezzo si è tenuto il convegno "Giovani, Vangelo e Lavoro"

    Il Convegno sul Progetto Policoro ha visto l'INAUGURAZIONE DELLO SPORTELLO GIOVANI"

     

    “Non esistono formule magiche per creare lavoro. Occorre investire nell’intelligenza e nel cuore delle persone”
    don Mario Operti

    Come riportato sul pieghevole allegato:

    "A partire dal 29 gennaio 2016 i giovani della Diocesi che intendono realizzare una attività lavorativa in proprio, possono esporre la propria idea allo “Sportello Giovani e Lavoro”, ubicato nel palazzo adiacente alla chiesa di S. Michele in Corso Italia ad Arezzo. In questo spazio sarà presente un Animatore di Comunità. Il nostro impegno per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile consiste nell’assistere il giovane al momento della creazione dell’idea lavorativa, nell’aiutarlo a valutare la fattibilità del proprio progetto, offrendo un aiuto per la ricerca di risorse finanziarie er la formazione e per l’orientamento."

    La Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro da gennaio 2015 ha attivato il Progetto Policoro tramite i tre uffici pastorali direttamente coinvolti: p. Giovanile, p. Sociale e del Lavoro e Caritas. Si tratta di un progetto che la Chiesa Italiana ha ideato per dare delle risposte concrete al problema della disoccupazione giovanile e sensibilizzare ad una nuova cultura del lavoro.

    "Voi cari giovani, non lasciatevi rubare la speranza!" Papa Francesco

    Il Progetto Policoro nasce nel lontano 1995 da un sogno: fornire ai giovani un aiuto concreto per progettare il proprio futuro. Nel corso degli anni, a partire dalla Basilicata, Policoro si è radicato in numerosi territori italiani ed è riuscito a portare speranza nei cuori di tanti giovani: attualmente nelle Regioni in cui è stato attivato, il Progetto ha contribuito alla nascita di circa 580 gesti concreti (ovvero le attività imprenditoriali), tra cooperative, attività commerciali e artigianali, dando lavoro a oltre 8000 persone.
    La Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro attraverso Policoro vuole dare un sostegno e un aiuto concreto nell’accompagnare i ragazzi che vogliano intraprendere, con coraggio e creatività, un’attività di auto-imprenditorialità.
    I veri protagonisti del Progetto sono i giovani. L’obiettivo è quello di dare loro una nuova consapevolezza: il lavoro non deve essere inteso solo come realizzazione di sé, ma soprattutto come scoperta delle proprie capacità. È stata inoltre costruita una rete con le Associazioni economiche e sociali del territorio al fine di creare le condizioni affinché un giovane venga accompagnato, nel migliore dei modi, nella realizzazione del proprio sogno.

     

    Sportello Giovani e Lavoro

    piazza S. Michele, 11 - Arezzo

    orario: martedì e giovedì 17:00-19:00

    contatti: 366 9985552

    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    www.facebook.com/policoroarezzo

     

  • Martedì e Dintorni

    martedì 11 luglio - ore 21:15

    GIOCHI A SQUADRE PER RAGAZZI

     

    martedì 18 luglio - ore 21:15

    IL GIOCO DELLA MUSICA - Quiz e divertenti prove musicali per ADULTI E RAGAZZI

     

    mercoledì 19 luglio - ore 21:15

    SKITARRIAMO - HIT dal '67 al 77 - CHITARRE, CANZONI, COCOMERI E COMPAGNIA

     

    sabato 22 lgulio - ore 20

    IL SABATO DEL VILLAGGIO - CENA PRO VILLAGGIO DEL GIOVANE

    VERSO IL 50° - a seguire proiezione di vecchie foto

  • assemblea anspi

  • 2016 200

  • dal Lunedì al Giovedì – ore 15/19

    Lunedì 15 febbraio Strada Apparita; via Salvi; via delle Bacerne; S. Antonino alto; via Madonna del Rivaio (da Porta Fiorentina a fam. Cortesi)
    Martedì 16 febbraio Zona villa Fontina e Boscatello “nuovo”
    Mercoledì 17 febbraio Boscatello alto; via Aretina (lato Boscatello); via Romei e via Becci.
    Giovedì 18 febbraio Via Piave; via Spiaggina (fino all’incrocio con via Cavour); via Ghizzi.
    Lunedì 22 febbraio Viale Mazzini 101; via Cavour; via Spiaggina (fino alla Statale).
    Martedì 23 febbraio Via Pisacane; case adiacenti al vecchio consorzio; viale Mazzini (lato ACLI); via Don Minzoni e via Fratelli Cervi.
    Mercoledì 24 febbraio Viale Mazzini (dalle case GESCAL al n° 14 all’incrocio con la Statale); via Cupa; Largo Beato Mansueto; Parco Rosa; via Brogi.
    Giovedì 25 febbraio Via Madonna del Rivaio (da Le Fosse a fam. Cappioli); via Battisti; via Umbro-Casentinese (lato Villaggio da fam. Frappi a fam. Luconi); via Isonzo; via Umbro-Casentinese (lato Agip); case adiacenti al Consorzio e alla stazione FS.
    Lunedì 29 febbraio Via Onesti; via Accademia dei Consumati e via dei Beroardi
    Martedì 1 marzo Via della Misericordia (da fam. Mattesini a fam.Conti); via della Misericordia numeri 1, 3, 5, 7; via della Stazione; via Catani e via Borghi
    Mercoledì 2 marzo Via Serristori (da fam. Cassai); via Serristori (da fam. Lucani); strada del Pastificio (da Via Serristori fino a Parco Rosa escluso); via Giò Batta Brilli.
    Giovedì 3 marzo Via Gaci; via Ronda; Piazza Petri (dalla stazione fino a Viale Mazzini 142), via Fabianelli.
    Venerdi 4 marzo ORE 9-12 via Arno e via Tevere
    Lunedì 7 marzo Via Umbro-Casentinese (dal Park Hotel); via Tizi; via Fergiolo
    Martedì 8 marzo Albero Tondo; via Aretina (lato Esso fino a via Serristori); via Ghezzi; via Valdarnini
    Mercoledì 9 marzo Zona S. Antonino (ex scuola); strada del Pastificio (fino a incrocio con via Giò Batta Brilli); via Tavanti; via Martiri di Nassirya da n.154 a 140.
    Giovedì 10 marzo Le Piazze; casa Natalizi e strada Provinciale fino a via del Galletto; casa Cecchi fino a casa Farini; casa Benigni, fino a casa Ardenti
    Lunedi 14 marzo S. Antonino, dalla Statale verso Manciano
    Martedi 15 marzo Cozzano, dalla Statale alla Chiesa
  • COREZZO 2017

    CAMPO ESTIVO PER GIOVANI

    RIVAIO - MANCIANO - BROLIO - CASTRONCELLO

    ANNI 2001 - 2002

     

    DAL 23 AL 28 LUGLIO 2017

    NELLA BELLA CORNICE DEL CASENTINO

     

    NON MANCATE!!!

     

    Per ulteriori informazioni: P. Emanuele 0575/658183 - Fabio Luconi 338/8651671

  • ATTENZIONE

    il campo estivo
    a Passo Cereda
    del 23-29 agosto

    è stato ANNULLATO

    causa carenza di iscritti

  • larniano01

    larniano02Seconda uscita ufficiale per il “ Gruppo Giovani Rivaio 2016” dopo il campo estivo di Corezzo del luglio scorso.

    Stavolta nei primi giorni di gennaio abbiamo alloggiato a Larniano, poche case poste ai piedi del Pratomagno sopra Poppi ed il suo castello.

    La temperatura fredda di quei giorni non ha agevolato uscite nella montagna ma solo qualche gioco pomeridiano all’aperto, quando il sole decideva di regalarci degli sprazzi di sereno.

    Per il resto le nostre attività sono state effettuate nel grande salone della casa messa a nostra disposizione, ma soprattutto nel piccolo refettorio accanto alla cucina, che aveva il grande pregio di avere un bel focolare in piena attività, riscaldandoci nei nostri momenti di formazione e durante i giochi.

    Da ricordare con molta gioia alcune ore trascorse alla pista di pattinaggio di Soci ove, chi ha voluto, ha potuto dare il meglio di se’ in piroette varie, munito di pattini ai piedi.

    Un ringraziamento particolare va a P. Emanuele e ai cuochi Remo e Clara, ma anche agli stessi ragazzi che hanno rispettato i ritmi giornalieri proposti dagli animatori.

    Un arrivederci quindi all’estate!!!!

     

    Fabio L.

  • LII2 29Spesso, ciò di cui abbiamo bisogno sono le cose più semplici...

    Eravamo tutti insieme e questo era ciò che contava.

    Grazie per averci regalato questo carnevale di compagnia e divertimento.

    Elisa Marco Marina e Cielo

  • SABATO 22 LUGLIO - ORE 20

    IL SABATO DEL VILLAGGIO - CENA AL VILLAGGIO DEL GIOVANE

     

    INCONTRO AL 50°

    a seguire proiezione dei vecchie foto per ricordare l'opera di Fr. Eugenio e di tutti i volontari del VdG

     

    antipasto, primo, secondo, dolce

    € 15,00 (bambini € 10,00)

    CAMPO SPORTIVO

     

    prenotazioni entro il 20 luglio

    Alberto 347 7293099 - Paolo 335 6380686 o presso il BAR

  • cenavdg2015 flyerAMICI DEL VILLAGGIO DEL GIOVANE

    SABATO 25 APRILE, ORE 20

    Per finanziare il nuovo campo da calcetto in erba sintetica e gli spogliatoi

    Salone L.C. Colin (nuovo salone parrocchiale del Rivaio

    ingresso/parcheggio auto da Viale Mazzini

    Autli € 15 - Bambini € 10 - sotto i 5 anni gratis

    info e prenotazioni entro il 23 aprile: ALBERTO 347 7293099 - PAOLO 335 6380686

     
  • lettprescorsocartias1516

    Anche per questo la CARITAS ha pensato ad un corso formativo (nato grazie alla fattiva collaborazione con l'Istituto di Scienza Religiose Beato Gregorio X di Arezzo) che potesse dare continuità a quello svolto lo scorso anno.
    Il corso inizierà SABATO 24 OTTOBRE 2015, termine per l'iscrizione il 23/10/2015.

    Speriamo che possa essere di ampio interesse

    Per tutte le informazioni necessarie e delucidazioni potete fare riferimento a Teresa, responsabile del gruppo caritas della nostra parrocchia.


    Avv. Teresa Pontoriero

    • tel/fax +39-0575-048405
    • mobile +39-335-815 8335
    • email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

    Potete cliccare nelle immagini sotto per prendere visione della lettera di presentazione e del depliant illustrativo del programma con le tematiche che affronteranno e i relatori che interverranno.

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  • Il 19 giugno in occasione della rassegna di cori in onore della Madonna delle Grazie si esibirà anche il coro dei bambini!

    Il 25 giugno per festeggiare la chiusura dell'anno catechistico al Villaggio del Giovane.

    Partecipate numerosi!

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    Anche quest'anno, grazie ai volontari della Parrocchia del Rivaio, prenderà vita l'ESTATE RAGAZZI al Villaggio del Giovane

  • La Parrocchia del Rivaio

    ti aspetta al

    VILLAGGIO DEL GIOVANE

    da lunedì 12 a venerdì 23 giugno 2017

    dalle ore 15 alle ore 19

     

    Si chiede il contributo per l'assicurazione ANSPI e le merende per un totale di 25 Euro

     

    Si richiede la collaborazione dei genitori per la sorveglianza e la merenda, per favore comunicare a Rosa: cell. 348 9009971

  • giochi estivi per bambini

    16-19 e 22-26 Giugno

    dalle 15:30 alle 19:00

    Anche quest'anno un inizio d'estate a tutto divertimento
    al Villaggio del Giovane!

    Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Raccolti € 285,00 destinati alla Caritas

    Biglietti VINCENTI:

    67 BIANCO: uovo da 3Kg offerto da "Il Chicco"
    71 BIANCO: uovo da 2Kg offerto da "Il Chicco"
    88 ROSSO: buono da € 50 offerto da "Bike LR di Burroni Luca"

     

  • Alla metà dello scorso mese di Aprile, l'associazione Etruria Faber Music, con il patrocinio della Diocesi, ha promosso la manifestazione "SONET VOX TUA", una rassegna corale ispirata a S. Cecilia. Sono state invitate a tenere una serie di concerti nelle varie zone della diocesi, le corali che prestano il loro servizio nell'animazione liturgica, a prescindere dal genere musicale eseguito: polifonia classica o moderna, canti tradizionali, canti ritmici. Alla fine di tutto le corali si sono date appuntamento in Cattedrale per eseguire assieme alcuni brani sacri. La nostra Corale Mariotti si è fatta apprezzare nel corso della serata che si è svolta ad Arezzo nella chisa di Saione, il 16 aprile.
    Lo sforzo organizzativo è stato notevole, ma l'iniziativa ha avuto il merito di valorizzare e condividere un impegno che qualche centinaio di cantori porta avanti con passione e spirito di servizio, ma non senza sacrificio. Alcuni di questi cori saranno ospiti al Rivaio in occasione della tradizionale rassegna in omaggio alla Madonna delle Grazie, in programma per il 19 Giugno.

  • Il mese di febbraio ha visto una particolare concentrazione di eventi che hanno coinvolto in vario modo la realtà marista laicale e religiosa.  

    In particolare, nel fine settimana dal 12 al 14 si è avuta la coincidenza di due momenti importanti, per quan to diversi tra loro. La Comunità Marista di Castiglion Fiorentino ha infatti ricevuto la visita del Superiore Ge - nerale, p . John Hannan , accompa - gnato dall’assi - s tente p . Alejandro Munoz. Momenti signifi - cativi sono stati le due messe conce - lebrate a S. P. Chanel e Manciano, con le rispettive comunità parrocchiali, l’incontro con i padri della comunità del Rivaio e la serata di fraternità con il laicato marista .

    Negli stessi giorni Paolo Serafini, in quanto delegato per il laicato marista italiano in Europa, ha partecipato assieme agli altri membri dell’EMLC (Coordinamen to Europeo del Laicato Marista), a un incontro con il Consiglio Europeo dei Padri Maristi, convocato a Parigi per individuare alcune linee di azione comuni in vista del Capitolo Generale 2017 e del bicentenario della promessa dei primi maristi (1816 – 2016 ). Una “toccata e fuga” parigina condivisa con p. Marcello, nella duplice veste di consigliere e interprete.

    Domenica 21 febbraio, nel santuario di Maria SS. della Libera in Pratola Peligna (AQ), alcuni laici della fraternità marista castiglionese hanno partecipato alla celebrazione che ha suggellato la prima tappa del percorso di formazione di un gruppo di laici . A concelebrare, assieme a p. Antonio Airò, il parroco p. Renato Frappi e p. Sante Inselvini, promotore del nuovo gruppo. La formazione del vivace gruppo di Pratola Peligna è condotta da Vanna, c on il supporto di Paolo e Lino, il coordinamento di p. Anton io, delegato dei padri per il laicato marista italiano , l’accoglienza , sempre calorosa , della comunità marista di Pratola, di cui fa parte anche p. Agostino Piovesan e la cucina esperta e amorevole di Carmela .

    Tutta la famiglia marista si è sentita unita n ella preghiera e nella vicinanza a p. Mario Castellucci (superiore regionale) in occasione della morte del carissimo fratello Giovanni , avvenuta il 2 Marzo scorso.

    Gli auguri di tutta la comunità a p. Egidio Buccelletti che il 9 Marzo, ha festeggiato i 58 anni di ministero sacerdotale.

    p.John p. Alejandro Foto di gruppo al termine dell’incontro di Parigi Il gruppo di Pratola al termine della celebrazione
    p.John p. Alejandro Foto di gruppo al termine dell’incontro di Parigi Il gruppo di Pratola al termine della celebrazione

  • Tutta la Comunità è invitata a partecipare alla

    FESTA DEI CAMPI

    Benedizione del lavoro e ringraziamento per i frutti della terra

    festadeicampi2015Sabato 23/05

    Ore 20:30S. Messa a S. Antonino - Benedizione ai 4 punti cardinali - Processione da S.Antonino a Cozzano Alto nella Veglia di Pentecoste.

    Sono invitati in modo particolare i Cresimandi e le loro famiglie

    Domenica 24/05

    Ore 10:00S. Messa Solenne a Cozzano con offerta dei frutti della terra e del lavoro da condividere con i poveri

    Ore 17:00Benedizione ai 4 punti cardinali - Rosario e Benedizione Eucaristica

     

    Dalle 17:30 FESTA INSIEME, PORCHETTA E ALTRO PER UNA MERENDA IN FERATERNA COMPAGNIA

     

    L'ORGANIZZAZIONE E LA GESTIONE DELLA FESTA SONO AFFIDATE AI FESTIERI AI QUALI VA IL RINGRAZIAMENTO DELLA COMUNIT' PARROCCHIALE

  • Domenica 07 giugno

    S. Messa alle 10:30 al Rivaio

    Seguirà Processione e pranzo.

    Alle 16:00 Rosario

  • DOMENICA 14 MAGGIO: FESTA DEL PERDONO

    Lisa Angrisano * Alessia Arrigucci * Denise Baldi * Vanessa Baldi * Tomas Bardelli
    Vittoria Bennati * Roberto Berizzi
    Federico Bernardini * Sara Brandi * Linda Cacioli * Damiano Cagnetti
    Morgan Capuano * Matteo Carnevali * Iacopo Carta * Letizia Carta
    Alfonso Danesio * Samuele Falcinelli * Alberto Faralli * Matteo Farini
    Viola Ferreri * Marco Gatta * Cristian Giuffrida
    Martina Giulianini * Pietro Landucci
    Fabio Levantini * Maria Lombardini * Irene Lucani
    Daphne Marchi * Mina Morelli * Chiara Olivelli * Valentino Orazioli
    Michela Pallottolino * Sofia Pallottolino * Mattia Pietropaolo * Laura Polvani
    Alessandro Prestinice * Francesco Prestinice * Francesco Rapieri * Samir Riami
    Michele Rosadini * Angelica Rosi * Matilde Salvietti
    Antonio Sensitivi * Luca Simonelli * Mattia Storti * Matilde Tavanti

     




     

  • SABATO 12 SETTEMBRE 2015

    FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI MARIA

    SALUTO DELLA COMUNITA' AL PARROCO PADRE MARCELLO

     

    ore 19 - S. Messa

    con la presenza di Mons. Gioacchino Dallara Vicario Episcopale

     

    (non c'è la messa delle 18 a S.P. Chanel)

     

    Al termine tutti sono invitati al buffet che seguirà nel Salone Colin

  • Martedì 5, ore 21

    Incontro formativo nel Santuario: La Vergine Madre di Dio agli inizi del Cristianesimo

    Mercoledì 6, ore 21

    Incontro di preghiera nel Santuario: Con Maria lodiamo il Signore

    Giovedì 7, ore 18

    S. Messa di ringraziamento per il 25° di ordinazione di P. Emanuele presieduta dal vescovo S.E. Monsignor Riccardo Fontana (non ci sarà la messa a S.P. Chanel)

    VENERDI' 8, IMMACOLATA CONCEZIONE

    le SS. Messe saranno celebrate tutte nel Santuario del Rivaio, come da orario festivo

    alle ore 21, Cantiamo a Maria - omaggio dei cori del Vicariato all'Immacolata nel Santuario del Rivaio

  • Rivaio, 5 - 18 Giugno 2017

    Prologo:

    31 Maggio: Chiusura Mese di Maggio
    Processione dalla chiesa di S. P. Chanel
    e collocazione nel loggiato della statua della Madonna.
    Con la partecipazione del Gruppo Storico e Sbandieratori

     

    Prima settimana:

    • Lun. 5, ore 21: Preghiera nel Santuario
    • Mar. 6, ore 21: Preghiera nel Santuario
    • Mer. 7, ore 21: Formazione: MARIA, ICONA DI UN POPOLO IN USCITA Riflessione guidata da Suor Grazia Anna Morelli, Missionaria Marista
    • Gio. 8, ore 21 Preghiera nel Santuario
    • Ven. 9, ore 21 DI SOGNI E DI ALTRE STORIE Concerto Testimonianza del cantautore don Mario Costanzi - Santuario del Rivaio
    • Sab. 10, ore 21 Gara tra gli sbandieratori e i musici - piazza del Comune

     

    Domenica 11

    Tutte le SS. Messe saranno al Santuario della Madonna delle Grazie

    SS. Messe alle ore 8 - 9 - 10 (Con benedizione del Palio) - 11,30 - 19

     

    Seconda settimana:

    • Lun. 12, ore 21 Preghiera nel Santuario, animata dal laicato marista
    • Mar. 13, ore 21 PREGHIERA E OMAGGIO DEI TERZIERI NEL 40° DELLA RIPRESA DELL’ATTIVITÀ RIONALE. Cortile e Santuario
    • Mer. 14, ore 21 Serata giovanissimi: condivisione delle esperienze dei gruppi giovanissimi
    • Gio. 15, ore 21 Preghiera nel Santuario
    • Ven. 16, ore 17:30 Formazione: DON LORENZO MILANI, UN PROFETA PER IL NOSTRO TEMPO. Con Donatella Pagliacci (dir. del Centro Pastorale per la cultura e la scuola), Piero Cantini (ex alunno di Barbiana) e Sergio Angori (docente dell’Università di Siena)
    • Ven 16, ore 21 Tradizionale omaggio delle CORALI POLIFONICHE alla Madonna: la Corale Mariotti ospita i cori di Saione e Santa Maria della Pieve (Arezzo), Laurenziana e Siyahamba (Cortona)
    • Sab. 17, ore 21:15 Preghiera nel Santuario - Concerto della FILARMONICA CASTIGLIONESE - Fuochi Artificiali (23:30)

     

    Domenica 18

    ss. Messe nel Santuario alle ore 8 - 10 - 11,30 - 19

    (Cozzano, 9:00 - S. Antonino, 10:00 - Non ci saranno messe a S. P. Chanel)

    • ore 10: S. Messa con le Autorità e i Rioni. Omaggio dei Rioni alla Madonna e investitura dei fantini
    • ore 11: Benedizione dei cavalli davanti al Santuario e Corteo fino alla Casa Comunale
    • nel pomeriggio: Corteggio storico per le vie del Paese, a cui seguirà la disputa del PALIO DEI RIONI.
    • Al termine: Ringraziamento alla Madonna del Rivaio.

     

     

    Nei giorni della Festa sarà aperta la FIERA DI BENEFICENZA per coltivare la solidarietà.

    GRAZIE al Gruppo Caritas e a quanti collaborano nell’allestimento

  • 8 - 21 Giugno 2015

    Prima settimana

    Mercoledì 10, ore 21
    Preghiera nel Santuario animata dal Gruppo Famiglie
    Possibilità di confessarsi per tutti
    Venerdì 12, ore 21
    Serata di formazione guidata da Rita e Mario Navarrete, coppia di Arezzo “UNA TESTIMONIANZA DI COPPIA CRISTIANA”
    Sabato 13, ore 21
    Gara tra gli sbandieratori e musici - Piazza del Comune
    Domenica 14
    Tutte le SS. Messe saranno al Santuario della Madonna delle Grazie
    SS. Messe alle ore 8 – 9 - 10 (Con benedizione del Palio) – 11,30 - 19

    Seconda settimana

    Lunedì 15, ore 21:45
    finale del torneo di calcetto tra i Terzieri – Palazzetto dello sport
    Martedì 16, ore 21
    preghiera nel Santuario con la partecipazione dei Terzieri
    Mercoledì 17, ore 21
    Preghiera nel Santuario animata dai Giovani e dalle Catechiste
    Giovedì 18, ore 21
    Serata di formazione guidata da p. Marcello
    “LA FAMIGLIA NELLA BIBBIA: VIAGGIO TRA TESTI ED IMMAGINI”
    Venerdì 19, ore 21
    Tradizionale omaggio delle Corali alla Madonna
    Sabato 20, dalle ore 21:15
    Preghiera e Rosario nel Santuario, Concerto della Filarmonica Castiglionese davanti alla chiesa
    23:15 Preghiera con la presenza dei 3 presidenti e rappresentanze dei Rioni
    Considerato il momento di crisi vissuto da molte famiglie, la Parrocchia sceglie di non fare i Fuochi Artificiali, destinandone l'importo alla Caritas Parrocchiale
    Domenica 21
    SS. Messe: Santuario ore 8 - 10 - 12 - 19 / Cozzano ore 9 / S.Antonino ore 10 / Non ci saranno Messe a S.P.Chanel
    ore 10 Messa con le Autorità e i Rioni. Omaggio dei Rioni alla Madonna e investitura dei fantini
    ore 11 Benedizione dei cavallidavanti al Santuario e Corteo per portare il Palio alla Casa Comunale
    nel pomeriggio Corteggio storicoper le vie del Paese, a cui seguirà la disputa del PALIO DEI RIONI
    al termine Ringraziamento alla Madonna del Rivaio

    Nei giorni della Festa sarà aperta la Fiera di Beneficenza per coltivare la solidarietà.

    Il GRAZIE della Comunità al Gruppo Caritas e a quanti collaborano all’allestimento.

  • Prima settimana:

    • Mercoledì 8, ore 21:          Riflessione e preghiera nel Santuario con la partecipazione dei Terzieri – Dono delle lampade
    • Giovedì 9, ore 21:              Dalla pietà popolare al rapporto personale con Maria - formazione guidata da p. Alejandro Munoz (assistente del superiore generale dei padri maristi)
    • Venerdì 10, ore 21            Tradizionale omaggio delle Corali alla Madonna
    • Sabato 11, ore 21                Gara tra gli sbandieratori e i musici- piazza del Comune

     

    Domenica 12

    Tutte le SS. Messe saranno al Santuario della Madonna delle Grazie

    SS. Messe alle ore 8 – 9 - 10 (Con benedizione del Palio) – 11,30 - 19

    Seconda settimana:

    • Martedì 14, ore 21            Finale del torneo di calcetto tra i Rioni – Palazzetto dello sport
    • Mercoledì 15, ore 21         Preghiera nel Santuario
    • Giovedì 16, ore 21            La Misericordia nella spiritualità marista (p. Colin) e in papa Francesco – Formazione guidata da p. Emanuele di Mare
    • Venerdì 17, ore 21            “Note verso il cielo” Giulio e Massimiliano Cuseri in Concerto (clarinetto e pianoforte), ricordando Rino Cuseri
    • Sabato 18, ore 21:15        Preghiera e Rosario nel Santuario - Concerto della Filarmonica Castiglionese davanti alla chiesa -  Fuochi Artificiali (23:30)

    Domenica 19

    ss. Messe nel Santuario alle ore 8 - 10 - 11,30 - 19

    (Cozzano, 9:00 - S. Antonino, 10:00 - Non ci saranno messe a S. P. Chanel)

    ore 10: S. Messa con le Autorità e i Rioni. Omaggio dei Rioni alla Madonna e investitura dei fantini

    ore 11: Benedizione dei cavalli davanti al Santuarioe Corteo fino alla Casa Comunale

    Nel pomeriggio

    Corteggio storico per le vie del Paese, a cui seguirà la disputa del PALIO DEI RIONI.

    Al termine: Ringraziamento alla Madonna del Rivaio.

    Nei giorni della Festa sarà aperta la FIERA DI BENEFICENZA

    per coltivare la solidarietà.

    GRAZIE al Gruppo Caritas e a quanti collaborano nell’allestimento

  • La Caritas di Castiglion Fiorentino ringrazia, a nome delle tante famiglie bisognose delle quali si prende cura, l'Amministrazione Comunale che con sensibilità, sollecitudine e coinvolgimento di tutti, a partire dal primo cittadino, il sindaco Mario Agnelli, si è prodigata per l'organizzazione e lo svolgimento della II edizione della Cena di Beneficienza a favore delle povertà del territorio che si è svolta venerdì 11 dicembre presso la Polisportiva di Montecchio Vesponi.

    Si ringrazia altresì per la gradita adesione, le autorevoli personalità civili ed ecclesiali quali il Prefetto ed il Vescovo di Arezzo; per la fattiva partecipazione le associazioni di volontariato; i gruppi rionali, le varie istituzioni cittadine a tutti i livelli; ma soprattutto il nostro grazie va alle tante persone di ogni età che con semplicità, umiltà e spirito di sacrificio si sono rese disponibili ad offrire tempo, lavoro, mezzi e competenze per la buona riuscita dell'avvenimento.

    E' stato un vero successo che torna ad onore della nostra comunità castiglionese capace ancora una volta di testimoniare sensibilità, generosità e solidarietà verso tanti nostri fratelli meno fortunati. 

  • Giovedì 3 Dicembre

    “Quando perdi. Non perdere la lezione” (Dalai Lama)

     

     

     Vangelo del giorno Matteo 7,21.24-27

    Preghiera

    Affascinate, cieli,con la vostra purezzaqueste notti d'invernoe siate perfetti!

    Volate più vive nel buio di fuoco,silenziose meteore,e sparite.

    Tu, luna, sii lenta a tramontare,questa è la tua pienezza!

    Le quattro bianche strade se ne vanno in silenzioverso i quattro lati dell'universo stellato.Il tempo cade, come manna, agli angoli della terra invernale.

    Noi siamo diventati più umili delle rocce,più attenti delle pazienti colline.

    Affascinate con la vostra purezza queste notti di Avvento,o sante sfere,

    mentre le menti, docili come bestie,stanno vicine, al riparo, nel dolce fieno,

    e gli intelletti sono più tranquilli delle greggi chepascolano alla luce delle stelle.

    Oh, versate, cieli il vostro buio e la vostra luce sulle nostre solenni vallate;e tu, viaggia come la Vergine gentileverso il maestoso tramonto dei pianeti,

    o bianca luna piena, silente come Betlemme! (Thomas Merton)

     

  • giubileo20161023

  • Grazie ai Festieri per l'organizzazione della Festa dei Campi, che in parte ha risentito delle intempreanze del temo. Con l'auspicio che la benedizione del lavoro e dei suoi frutti sia vissuta da tutta la comunità con una partecipazione sempre più sentita.

    Visto il momento particolare, la parrocchia ritiene opportuno e coerente destinare alla Caritas l'equivalente della spesa per i fuochi di artificio.

    Chiusura dell'anno catechistico - Villaggio del Giovane 25 Giugno

    Benedizione delle Famiglie: Sono stati raccolti € 14725. Grazie per la generosità anche in questi tempi difficili.

    Villaggio del Giovane: In occasione della cena di finanziamento si è ricavato un utile di 1190 euro che andranno a finanziare la risistemazione del campo da calcetto già in funzione a pieno ritmo.

    Grazie a chi ha partecipato e a chi ha allestito. Sosteniamo il Villaggio anche con la presenza....e qualche turno di servizio!

    Per approfondire il tema del gioco d'azzardo richiamato in questo numero veder il sito dell'associazione aretina MI RIMETTO IN GIOCO http://www.mirimettoingioco.org

     

  • CAMPO A COREZZO (BADIA PRATAGLIA)

    Occorre iscriversi entro il 15 giugno 2016

    Carissimi ragazzi e ragazze
    Per dare continuità al nostro cammino di crescita e comunione che abbiamo iniziato ormai da qualche anno attraverso il catechismo, abbiamo pensato di offrirvi una esperienza estiva come momento forte da vivere insieme all’insegna dell’amicizia.
    Vi proponiamo per questa estate un “campeggio” nel Parco Naturale delle Foreste Casentinesi, a Corezzo, vicino a Badia Prataglia, a circa 800 metri di altezza, dal 24 al 30 Luglio 2016. Passeremo questi splendidi giorni in una casa attrezzata per campi estivi, in un bel paesino circondato da montagne, ai piedi dell’Alpe di Serra, non lontano dal Passo dei Mandrioli. Un luogo che ci offrirà la possibilità di varie escursioni e passeggiate. Sei invitato fin da ora a pensare a questo importante appuntamento e a prepararti con senso di responsabilità.

    P. Emanuele e gli animatori

    Non mancate!!!

     

    Per ulteriori informazioni: P. Emanuele 0575/658183 - Fabio Luconi 338/8651671

  • Camilla Agnelli, Leonardo Angori, Luca Arrigucci, Marco Billi, Francesca Bolognini, Selene Buda, Andrea Capecchi, Gian Maria Cerini, Gerlando Contaldi, Irene Contemori, Tommaso Cristofoletti, Kevin Gallorini, Chiara Ghezzi, Alessandro Giuda, Matteo Luconi, Niccolò Milighetti, Gabriele Pallotti, Elia Panichi, Giulio Giovanni Pellegrini, Marco Riccardi, Consuelo Righi, Maddalena Rosai, Samuele Rosi, Leonardo Salvietti, Thomas Tiezzi

  • I Domenica di Avvento – 29 Novembre

    state attenti a voi stessi (Lc. 21,24)

    La prima candela si chiama “Candela del Profeta “ ed è la candela della Speranza!

    Preghiera

    Vieni e rinasci in noi, sorgente della vita; vieni e rendici liberi, principe di pace.

    Vieni e saremo giusti, seme della giustizia; vieni a risollevarci, figlio dell'Altissimo.

    Vieni ad illuminarci, luce di questo mondo: vieni a rifare il mondo, Gesù, figlio di Dio!

    (Didier Romoud)

    Meditazione

    Entriamo nel tempo dell’avvento, il tempo della memoria, dell’invocazione e dell’attesa della venuta del Signore. Nella nostra professione di fede noi confessiamo: “Si è incarnato, patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò secondo le Scritture, verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”.

    La venuta del Signore fa parte integrante del mistero cristiano perché il giorno del Signore è stato annunciato da tutti i profeti e Gesù più volte ha parlato della sua venuta nella gloria quale Figlio dell’Uomo, per porre fine a questo mondo e inaugurare un cielo nuovo e una terra nuova. Tutta la creazione geme e soffre come nelle doglie del parto aspettando la sua trasfigurazione e la manifestazione dei figli di Dio (cf. Rm 8,19ss.): la venuta del Signore sarà l’esaudimento di questa supplica, di questa invocazione che a sua volta risponde alla promessa del Signore (“Io vengo presto!”: Ap 22,20) e che si unisce alla voce di quanti

    nella storia hanno subito ingiustizia e violenza, misconoscimento e oppressione, e sono vissuti da poveri, afflitti, pacifici, inermi, affamati. Nella consapevolezza del compimento dei tempi ormai avvenuto in Cristo, la chiesa si fa voce di questa attesa e, nel tempo di Avvento, ripete con più forza e assiduità l’antica invocazione dei cristiani: Maranathà!Vieni Signore!

    San Basilio ha potuto rispondere così alla domanda “Chi è il cristiano?”: “Il cristiano è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene”.

    Ma dobbiamo chiederci: oggi, i cristiani attendono ancora e con convinzione la venuta del Signore? È una domanda che la chiesa deve porsi perché essa è definita da ciò che attende

    e spera, e inoltre perché oggi in realtà c’è un complotto di silenzio su questo evento posto da Gesù davanti a noi come giudizio innanzitutto misericordioso, ma anche capace di rivelare la giustizia e la verità di ciascuno, come in- contro con il Signore nella gloria, come Regno finalmente compiuto nell’eternità. Spesso si ha l’impressione che i cristiani leggano il tempo mondana- mente, come uneternum continuum, come tempo omogeneo, privo di sorprese e di novità essenziali, un infinito cattivo, un eterno presente in cui possono accadere tante cose, ma non la venuta del Signore Gesù Cristo!

    Per molti cristiani l’Avvento non è forse diventato una semplice preparazione al Natale, quasi che si attendesse ancora la venuta di Gesù nella carne del- la nostra umanità e nella povertà di Betlemme? Ingenua regressione devota che depaupera la speranza cristiana! In verità, il cristiano ha consapevolezza che se non c’è la venuta del Signore nella gloria allora egli è da compiangere più di tutti i miserabili della terra (cf. 1Cor 15,19, dove si parla della fede nella resurrezione), e se non c’è un futuro caratterizzato dalnovumche il Signore può instaurare, allora la sequela di Gesù nell’oggi storico diviene insostenibile.

    Un tempo sprovvisto di direzione e di orientamento, che senso può avere e quali speranze può dischiudere? (Enzo Bianchi)

  • Gesù Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due.

    (Vangelo secondo Marco, capitolo 6, versetto 7)

     

    Care Parrocchiane e cari Parrocchiani,

    questo versetto, tratto dal Vangelo letto domenica scorsa, ci ricorda che la nostra fede è un essere in cammino, in compagnia gli uni degli altre e delle altre e del buon Dio che sempre ci sostiene, ci consola e ci invia ad ogni persona per portare il suo sorriso e la sua benedizione. Dio, poi, non solo ci invia, ma ci chiede di restare in quella casa solo il tempo necessario, e poi andare verso altre case e altri fratelli e sorelle.

    Come ho detto sempre domenica scorsa al termine delle Messe, questo versetto ci aiuta ad inserire in un contesto di fede ciò che come comunità cristiana stiamo vivendo e vivremo nelle prossime settimane.

    Il cammino continua, anche se cambiano i compagni di viaggio. Infatti, a motivo dei troppi altri impegni (economo dei padri italiani e consigliere del provinciale Europeo), che mi portano via dalla Parrocchia un paio di settimane al mese, ho visto insieme ai miei superiori che si rivela necessario lasciare l'incarico di Parroco del Rivaio. È una scelta sì condivisa, ma non per questo meno dolorosa. È però, allo stesso tempo, una scelta che apre alla speranza, nella certezza che la comunità parrocchiale del Rivaio continuerà camminare e a crescere nella fede, speranza e amore sotto la guida del nuovo parroco e che tutti voi saprete continuare a provare a vivere e annunciare il Vangelo oggi e qui a Castiglion Fiorentino.

    Emanuele Di MareIl nuovo parroco sarà p. Emanuele DI MARE, lucano d'origine, attualmente vice-parroco in una nostra Parrocchia della Basilicata (Marconia, nel comune di Pisticci).

    Io verrò trasferito a Moncalieri per un anno, dopodiché si vedrà. I tempi tecnici per il passaggio delle consegne verranno definiti a breve, soprattutto in base agli impegni già presi da p. Emanuele. Conto, comunque, di trasferirmi verso la fine di settembre.

    So di poter contare, come sempre, sulla vostra preghiera, vicinanza ed amicizia. Anche io continuo (e continuerò!) a ricordarvi di fronte al buon Dio. E so, per averlo sperimentato personalmente, che saprete accogliere con gioia p. Emanuele ed affiancarvi a lui in questa nuova giornata di viaggio.

    Possa Maria, la madre della Grazia, intercedere per noi in questo momento di passaggio, perché possiamo guardare tutto con gli occhi della fede, e dire il nostro “si” nella certezza che Dio, che traccia il cammino, non ci lascia soli!

    14 Luglio 2015

    p. Marcello

  • Si, credo proprio che il giovedì sia il mio giorno fortunato! E comunque è, senza dubbio, il mio giorno preferito da sempre! E quest’anno lo è diventato ancora di più!

    Quando, a metà settimana inoltrata, la stanchezza inizia a farsi sentire, ecco che arriva il giovedì e con lui la possibilità di ricaricarmi facendo qualcosa che mi piace, condividendo questa gioia con gli amici e offrendo anche un servizio alla comunità parrocchiale. Perché?
    Perché da tantissimi anni (da quando ero una bimba “del catechismo”) il giovedì è per me il giorno dedicato al coro!
    Sarà per questo che quando, a primavera, qualcuno nel consiglio pastorale ha proposto di provare a metter su un coro di bambini e ragazzi del catechismo, io ho dato subito la mia disponibilità. E sarà per questo che, quando il progetto, grazie a Carmen e Nicola – e alla spinta del nostro parroco (che quando intravede qualcosa di buono non molla) – ha iniziato a prendere forma concreta, e si è trattato di scegliere un giorno e – guarda caso! – la scelta è caduta sul giovedì, mi è sembrato del tutto naturale: ecco provato che il giovedì è il mio giorno fortunato!

    Beh! Per capirlo, dovreste venire il giovedì, dalle 18:15 alle 19:15, al “teatrino” del Rivaio per vedere con i vostri occhi (e sentire con le vostre orecchie!) quanto entusiasmo e impegno ci mettono i “nostri” bambini: hanno risposto numerosi all’invito; dal 9 aprile ad oggi si sono impegnati ad essere presenti tutte le settimane (e tutti sappiamo bene quanto anche loro sono carichi di occupazioni tra scuola, famiglia ed attività extra) e ce la mettono tutta per far bene.

    Il primo “impegno ufficiale” del giovane coro sono state le Prime Comunioni (il 17 maggio a S. P. Chanel), anche se la prima uscita pubblica l’avevano già fatta sabato 9 maggio, animando la Messa delle 19 al Rivaio, per il battesimo di due di loro – Chiara e Rachele - che hanno poi ricevuto la prima comunione il 17. Chi c’era può dirvi quanto sono stati bravi!

    Visto l’entusiasmo e il risultato, abbiamo deciso di continuare a ritrovarci (il mitico giovedì!) fino alla fine dell’anno catechistico. Ora ci stiamo preparando per la festa del Corpus Domini (domenica 7 giugno), poi vorremmo essere presenti al concerto dei cori in occasione della festa della Madonna delle Grazie (venerdì 19 giugno, Rivaio, ore 21) e finiremo in bellezza con la festa di chiusura dell’anno catechistico il 25 Giugno al Villaggio del Giovane.

    Che altro posso dirvi? Che mi dispiace già un po’ pensare che, per qualche mese, non avrò più la ricarica del giovedì e che non vedo l’ora di ricominciare a settembre, con lo stesso entusiasmo e con tutti quelli che vorranno continuare o aggiungersi: più siamo, più ci divertiamo!

    Si, perché pare anche che i nostri bambini si divertano e di sicuro fanno divertire anche noi che cerchiamo di trasmettergli l’amore per la musica e il canto e, soprattutto, la bellezza di stare insieme e condividere tempo e passione con gli amici e sperimentare quanto è bello esserci e fare la nostra parte per rendere più bella la Messa domenicale e più famiglia la nostra comunità parrocchiale.

    Per finire (queste che dovevano essere 10 righe):

    • ringrazio Carmen per la parte organizzativa e il collegamento che tiene con i bambini e le famiglie (e per le fotocopie!);
    • ringrazio Nicola per aver trovato un ritaglio di tempo (il giovedì!) per offrirci il suo fondamentale e pregevole accompagnamento musicale (effetti speciali inclusi);
    • ringrazio p. Marcello che ha rimesso mano alla chitarra per darci il ritmo e accompagnarci in questa avventura;
    • ringrazio le famiglie che hanno accolto questa proposta e sono riuscite ad inserire nella loro fitta agenda, e in quella dei loro figli, anche questo appuntamento settimanale.

    Soprattutto voglio dire un grande GRAZIE ai bambini che ci contagiano tutti col loro entusiasmo. Spero che un giorno anche loro possano dire come me: il giovedì è il mio giorno preferito!

     

     

    Vanna

    vanna

     

    P.S.: se poi passando dal Rivaio il giovedì, verso le 19, vi capitasse di sentire musica da discoteca... Beh! Questa è un’altra storia!...

     

  • Care Parrocchiane e cari Parrocchiani,

    Domenica 12 Luglio, alle Messe delle 10 e delle 11,30, ho annunciato che a motivo dei troppi altri impegni (economo dei padri Maristi italiani e consigliere del Provinciale Europeo), che mi portano via dalla Parrocchia un paio di settimane al mese, si è visto insieme ai miei superiori che si rivelava necessario lasciare l'incarico di Parroco del Rivaio. Nei giorni seguenti ho pubblicato sul nostro sito (www.rivaio.it) una lettera che mettesse un po' più “carne” al sintetico avviso. Partendo dal Vangelo di Marco (capitolo 6, versetto 7)

    Gesù Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due

    ho ricordato che la nostra fede è un essere in cammino, in compagnia gli uni degli altri e delle altre e del buon Dio che sempre ci sostiene, ci consola e ci invia ad ogni persona per portare il suo sorriso e la sua benedizione. Dio, poi, non solo ci invia, ma ci chiede di restare in quella casa solo il tempo necessario, e poi andare verso altre case e altri fratelli e sorelle. E ho ricordato, a me stesso prima ancora che a voi, che il cammino di questa bella comunità del Rivaio continua, anche se cambiano i compagni di viaggio.

    Lasciare questa comunità cristiana – tutti e tutte voi – è per me una scelta sì condivisa, ma non per questo meno dolorosa. È però, allo stesso tempo, una scelta che apre alla speranza, nella certezza che i cambiamenti e l'incontro con nuove persone generano sempre qualcosa di buono e che tutti voi continuerete a camminare e a crescere nella fede, speranza e amore sotto la guida del nuovo parroco provando ogni giorno a vivere e annunciare il Vangelo oggi e qui a Castiglion Fiorentino.

    So anche che saprete accogliere p. Emanuele DI MARE – lucano d'origine e attualmente vice-parroco in una nostra Parrocchia della Basilicata (Marconia, nel comune di Pisticci) – con la gioia e disponibilità con cui tre anni fa avete accolto me.

    A fine settembre (dopo la celebrazione delle Cresime) mi sposterò a Moncalieri per un anno, dopodiché si vedrà. Emanuele sarà in mezzo a voi dalla fine di settembre. Non intendo ricordare tutti i momenti belli, profondi e stimolanti che ho vissuto in questi tre anni con voi, perché ne scaturirebbe una lettera troppo lunga. Voglio, però, ringraziare il buon Dio e voi per ogni incontro e scambio, per ogni occasione in cui si è cercato insieme di crescere nel sentire l'amore di Dio presente in noi e nelle nostre vite.

    Scrivendo queste poche righe non riesco a tenere le lacrime, ma so per esperienza che, anche se umanamente ci viene da pensare che “le cose non sarebbero dovute andare così”, scopriamo poi con il tempo che il buon Dio sa trarre qualcosa di buono e fecondo anche dai nostri momenti di “notte”.

    Pensando alla staffetta, ricevuta da p. Lorenzo e presto consegnata a p. Emanuele, mi vengono in mente le parole di San Paolo (prima lettera ai Corinzi, capitolo terzo, versetti dal 6 al 7):

    Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere.

    So di poter contare, come sempre, sulla vostra preghiera, vicinanza ed amicizia. Anche io continuerò a ricordarvi di fronte al buon Dio. Possa Maria, la madre della Grazia, intercedere per noi in questo momento di passaggio, perché possiamo guardare tutto con gli occhi della fede, e dire il nostro “si” nella certezza che Dio, che traccia il cammino e fa crescere i frutti, non ci lascia soli!

    p. Marcello – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Al fine di rivitalizzare la struttura del Villaggio del Giovane e rispondere alle esigenze dei giovani e dei meno giovani, il direttivo del circolo ANSPI, d’intesa con la Parrocchia, ha realizzato finalmente un progetto a cui si pensava da tempo: ristrutturare il campo da calcetto ed i relativi spogliatoi, i quali necessitavano oltretutto di una risistemazione per i frequenti danneggiamenti subiti e della messa a norma ai fini della sicurezza.

    Dopo attenta valutazione con preventivi alla mano e fatta una previsione sull’utilizzo del campo, si è deciso di mettere il terreno di gioco al passo con i tempi installando una copertura in erba sintetica.

    È stata accettata la proposta della ditta Cepiemme e l’impegno economico sostenuto sarà ammortizzato in tempi tanto più brevi quanto maggiore sarà l’impegno di tutti a far funzionare il nuovo impianto e tutto il Villaggio.

    campocalcetto2Al termine dei lavori, previsti entro Pasqua, verrà organizzato un evento inaugurativo rivolto a tutta la Comunità e alla cittadinanza.

    Ovviamente è superfluo ripetere che chiunque voglia e possa dare il suo contributo è sempre accettato e gradito. Ringraziamo fin da ora coloro che in questi ultimi tempi si sono adoperati alla riuscita dell’intervento che ha reso necessario anche risistemare la recinzione.

    Alberto Biliotti,
    presidente ANSPI-Villaggio del Giovane


    LA PRIMA OCCASIONE UTILE PER SOSTENERE IL VILLAGGIO SARA’ L’ORMAI CONSUETA CENA, PREVISTA ANCHE PER QUEST’ANNO PER SABATO 25 APRILE

  • QUARANTORE

    10 FEBBRAIO - Mercoledì delle Ceneri / Ore 7:30 e 18:00 al Rivaio - Ore 21 a S.P. Chanel

    11 FEBBRAIO - Ore 10 S. Messa (Rivaio) - Esposizione del Santissimo fino alle 18

    12 FEBBRAIO - Ore 10 S. Messa (Rivaio) - Esposizione del Santissimo - Ore 18 Stazione Quaresimale in Collegiata (vedi programma seguente)

    13 FEBBRAIO - Ore 10 S. Messa (Rivaio) - Esposizione del Santissimo fino alle 18

    PRENOTARSI PER I TURNI DI ADORAZIONE

    N.B. giovedì 19 e venerdì 20 non c'è la Messa delle 8:30 a S.P. Chanel

     

    STAZIONI GIUBILARI DI VICARIATO

    Tutti i venerdì in Collegiata

    • ore 18:00, sacerdoti a disposizione per le confessioni
    • ore 18:30, esposizione del SS. Sacramento, Vespro, Catechesi, Benedizione eucaristica
    • le comunità parrocchiali sono invitate in modo particolare secondo il seguente calendario

    12/02 Rivaio, 19/02 La Nave, 26/02 Pievuccia, 04/03 Pieve di Chio, 11/03 Manciano, 18/03 Brolio e Castroncello

    Confessione Comunitaria - Lunedì 21 Marzo (ore 21:15)

    Possibilità di lucrare l'indulgenza plenaria

     

    VIA CRUCIS PARROCCHIALE

    da S. Antonino a Cozzano - Venerdì 11 Marzo, ore 21:00

     

    Venerdì Santo - 25 Marzo, ore 09:00

    Via Crucis fino alla Maestà di Mammi per i bambini del catechismo

     

    Domenica 6 Marzo - nel pomeriggio

    STAZIONE GIUBILARE nel viacariato di Castiglion Fiorentino, con l'Arcivescovo Riccardo Fontata, con processione dal Rivaio alla Collegiata

     

    CATECHESI ADULTI

    (p. Piero) Tutti i martedì di Quaresima, ore 21 - Rivaio

     

    INCONTRO sulla PAROLA DI DIO della Domenica

    (p. Sergio) lunedì, ore 21 - S.P. Chanel

  • Venerdì 18 Settembre h. 21 - Santuario del Bagno
    Incontro con padrini e madrine
    Domenica 20 Settembre ore 15,30 – Pergo (ex Istituto S. Cuore)
    Ritiro Vicariale Cresimandi/e e Famiglie
    La celebrazione Eucaristica sarà alle ore 18,00
    Venerdì 25 Settembre h. 21 - S. Pierre Chanel
    Confessioni per Genitori e Padrini/Madrine
    Sabato 26 Settembre – Collegiata
    h. 16,00 - Ritrovo
    h. 16,30 - Celebrazione delle Cresime
  • 29-30-31 MAGGIO 2015

    Programma

    29 MAGGIO

    Partenza da Brescia per Sansepolcro, via Cesena. Visita alla cittadina dal nobile passato, cui appartiene Piero della Francesca. Pranzo a Palazzo del Pero. Discesa su Castiglion Fiorentino e sistemazione in hotel, località La Nave.

    30 MAGGIO

    Partenza per Spoleto e visita all'antica città umbra sulla via Flaminia. Pranzo al 9cento Casual Restaurant, sito in Via Porta Fuga, 20. Primo pomeriggio rientro a Castiglioni con sosta a Spello. Visita alla cittadina, allungata sugli ultimi declivi del Monte Subasio. Cena in ristorante con specialità toscana: "La porca porchetta". Serata conviviale aperta a tutti gli ex Rivaio.

    31 MAGGIO

    Saluto ai Padri del Rivaio, ore 10.00 S. Messa, passeggiata per il centro di Castiglion Fiorentino, ore 13.00 pranzo alla Nave. Ore 17.00 partenza per Brescia.

    Un saluto a tutti e a quanti condividono questa locandina.

  • Cari amici,

    con l’inizio della quaresima è iniziato per voi e per noi sacerdoti la visita e la benedizione delle vostre famiglie e delle vostre case. Vi confesso l’iniziale sbandamento causato soprattutto dalla poca conoscenza delle strade e dei luoghi, i quali venivano indicati con precisione giorno per giorno nel calendario, lo stesso da molti anni e ben conosciuto dai miei confratelli sacerdoti.

    Questa sensazione di essere un po’ spaesato ben presto è stata superata dalla vostra accoglienza che si è manifestata dall’uscio di casa, con un “prego padre si accomodi”, fino al tavolo in cucina o in soggiorno, preparato con cioccolatini, dolcetti, bevande e persino del vinsanto e accanto a tutto l’immancabile busta dell’offerta per la parrocchia e per il giornalino.

    Rotto il ghiaccio ci siamo intrattenuti brevemente parlando del più e del meno, ma a volte in quei pochi minuti mi avete affidato pezzi della vostra vita e della vostra storia, spesso dolorosi come ferite ancora aperte e non solo anche gioie e soddisfazione soprattutto quando pronunciavate “il mi’ figliolo…”, “la mi’ figliola …”. Il modo di dirlo alla castiglionese con la cadenza dolce che sembra una carezza, accompagnata dalla fierezza e dall’orgoglio di chi con sacrificio e impegno li ha tirati su e fatti crescere.

    Man mano che sono trascorsi i giorni e le visite aumentavano, il contatto con le varie situazioni mi convincevo quanto tutto questo mi arricchiva in conoscenza dell’ambiente e mi coinvolgeva nelle vostre vite. Tutto ciò sembrava confermare un’espressone del papa rivolta ai sacerdoti che li invita a portare “l’odore delle pecore”. Quest’espressione Papa Francesco l’ha usata nell’omelia della messa crismale il giovedì Santo del 2013 e che or ora sono andato a ricercare e riprendere. Rileggendo poi tutto il testo dell’omelia trovo anche il lungo riferimento sul senso dell’unzione e pertanto non riesco a fare a meno di riportarvi uno stralcio: «... Il sacerdote che esce poco da sé, che unge poco - non dico “niente” perché, grazie a Dio, la gente ci ruba l’unzione - si perde il meglio del nostro popolo, quello che è capace di attivare la parte più profonda del suo cuore presbiterale. Chi non esce da sé, invece di essere mediatore, diventa a poco a poco un intermediario, un gestore. Tutti conosciamo la differenza: l’intermediario e il gestore “hanno già la loro paga” e siccome non mettono in gioco la propria pelle e il proprio cuore, non ricevono un ringraziamento affettuoso, che nasce dal cuore. Da qui deriva precisamente l’insoddisfazione di alcuni, che finiscono per essere tristi, preti tristi, e trasformati in una sorta di collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con “l’odore delle pecore” - questo io vi chiedo: siate pastori con “l’odore delle pecore”, che si senta quello -; invece di essere pastori in mezzo al proprio gregge e pescatori di uomini. È vero che la cosiddetta crisi di identità sacerdotale ci minaccia tutti e si somma ad una crisi di civiltà; però, se sappiamo infrangere la sua onda, noi potremo prendere il largo nel nome del Signore e gettare le reti. È bene che la realtà stessa ci porti ad andare là dove ciò che siamo per grazia appare chiaramente come pura grazia, in questo mare del mondo attuale dove vale solo l’unzione - e non la funzione -, e risultano feconde le reti gettate unicamente nel nome di Colui del quale noi ci siamo fidati: Gesù...»

    Manco a farla apposta avete, come me, notato l’espressione “gettare le reti” che fa legare, quasi con sorpresa, in una sorta di continuità questa lettera a quella dello scorso numero del foglio.

    Il Foglio pag.4 Visitando le vostre case ho sentito anche il “profumo di Cristo” ho sentito anche l’unzione di chi prima di me vi ha dato. Di chi ha reso presente Cristo nelle vostre vite. E spero che il mio essere in mezzo a voi mi faccia continuare questa unzione e questa cura.

    A proposito di odore, di profumo e di fragranza, poco tempo fa mi sono imbattuto in una piccola storia che credo possa essere una metafora che ci aiuta a vivere la Pasqua ormai imminente.

    La storia è di ”una ragazza che and da sua madre e le disse che la sua vita era cosi difficile che non sapeva se sarebbe ancora valsa la pena continuare a viverla. Desiderava abbandonare, era stanca di combattere. Le sembrava che, non appena risolveva un problema subito un altro si affacciasse.

    LI2 letteraparroco 01La madre la condusse in cucina. Riempi tre pentole di acqua e le mise sul fornello a fuoco alto. en presto l’acqua comincio a bollire. Nella prima pentola mise delle carote, nella seconda delle uova e nella terza dei grani di caffe . ascio bollire il tutto per alcuni minuti senza dire nulla... Passato il tempo torno in cucina e mise su un piatto le carote, su un altro le uova e verso il caffe in una tazza. Rivolgendosi alla figlia le chiese: “Dimmi, cosa vedi ” Carote, uova e del caffe ”, rispose la figlia. a donna invito la ragazza a toccare le carote. a figlia noto che erano molli.

    LI2 letteraparroco 02La madre, allora, le porse le uova. La ragazza tolse un pezzetto del guscio e vide che l’uovo era diventato duro. Alla fine la madre la invito a gustare il caffe . a figlia sorrise inalando il ricco aroma del caffe . a figlia allora domando : ”Che cosa mi hai voluto dire, mamma?”

    LI2 letteraparroco 03Sua madre le spiego che ogni oggetto ha dovuto fare i conti con l’acqua bollente, ma ognuno ha reagito in modo differente.

    La carota, in origine, era dura e solida. Dopo essere passata nell’acqua bollente, si e rammollita ed e diventata friabile.

    L’uovo era fragile ed aveva l’interno liquido. Dopo essere passato nell’acqua, il suo interno e divenuto duro.

    I grani di caffe hanno reagito in modo unico. Dopo essere stati nell’acqua bollente, hanno cambiato l’acqua! “Chi sei tu ” domando la madre a sua figlia. “Quando le avversità bussano alla tua porta, come rispondi? Sei una carota, un uovo o un grano di caffe ? Ci hai pensato?

    “Sei come la carota che sembra forte, ma nel dolore e nelle avversità diventa molle e perde la sua forza? Sei come un uovo, che ha il cuore tenero e malleabile, ma cambia con i problemi? Hai uno spirito flessibile che nelle avversità diventa duro ed inflessibile?

    O sei come un grano di caffe Il grano cambia l’acqua, cambia la fonte del suo dolore. Non appena l’acqua diventa calda rilascia la sua fragranza, il suo profumo ed il suo sapore. Se sei come il grano di caffe , diventerai migliore e, quando le cose volgono al peggio, cambierai il mondo intorno a te.“

     

    Questa storia mi ha fatto pensare a molte persone compreso me stesso e di come il dolore e la sofferenza ci toccano tutti e l’incontro con Gesù nella sua Pasqua ci aiuta a capire il senso della sofferenza e a redimerla. Gesù sulla croce con la sua obbedienza al padre e il dono della sua vita ha cambiato l’umanità proprio come i chicchi del caffe della storia e ogni volta che ci incontriamo con lui morto e risorto scopriamo di essere amati sopra ogni cosa e che la nostra vita profuma di lui e il mondo attorno a noi cambia e si rinnova.

    Penso allora di salutarvi con la preghiera più di frequente è affiorata dal cuore sulle labbra nel visitarvi. Possa il Signore Gesù condurci verso la sua Pasqua facendoci sperimentare la misericordia del Padre, rinnovare le ragioni della speranza e donarci la sua pace.

    Buona e Santa Pasqua a tutti

    p. Emanuele

  • colosseoQuando Odoacre, i primi giorni del settembre 476, depose l’ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, a cui venne risparmiata la vita solo perché era un ragazzo, decise che la storia dell’Impero Romano era finita per sempre.
    Questo l’antefatto storico ma, qualcuno potrebbe obbiettare, che cosa c’entra un evento accaduto 1539 anni fa con i “tempi moderni”?
    Per cercare di spiegarlo occorre, secondo me, effettuare una traslazione di tipo religioso: allora l’ideale era Roma che rappresentava una fede forte in molti romani; oggi questa fede è da ricercarsi nella chiesa, intesa come popolo di Dio. Non voglio qui analizzare quali furono le cause storico – politiche della fina di un impero che esisteva da oltre mille anni ma sono convinto che una di esse sia stata la messa in discussione di quel concetto di autorevolezza stessa insita nell’ideale di romanità, quella stessa messa in discussione del valore di un Dio incarnato (unico caso nel panorama delle religioni monoteistiche) al quale assistiamo oggi. Quando critico un sacerdote che messo alla guida dei suoi parrocchiani non solo per volere umano ma anche per il disegno imperscrutabile di Dio, e la critica è dovuta ad una differente visione di opinioni, io critico lo stesso Cristo crocifisso “scandalo per gli ebrei, stoltezza per i pagani”. Il naturale senso di amore che devo avere per il prossimo scaturisce dall’amore che Dio ha per me.

    Una delle concretizzazioni di questo Amore è anche l’impegno in parrocchia, un impegno al servizio di altri e per gli altri dove, come ho già detto, non sono io che lavoro ma è Cristo che lavora attraverso di me in sintonia con quanto si legge nel salmo 113B (115): “non a noi, Signore, non a noi, ma al nome tuo dà gloria”. E’ umano cercare di farsi notare e per questo vorrei raccontarvi un aneddoto che avvenne in pieno medioevo: un gruppo di frati si lamentava con il proprio priore dicendo che non erano notati dalla gente e il priore, nella sua saggezza, rispose: “non preoccupatevi di non essere notati dagli uomini, piuttosto preoccupatevi di non essere notati da Dio”. La vita degli eremiti ne è un esempio ma anche coloro che vivono in clausura in pieno XXI secolo ne sono un altro: essi sono in piena comunione con Gesù Cristo e con Dio.
    Dio che, come dice una canzone, “non è quello comodo da pregare in ginocchio” ma è nel nostro fratello “che ogni giorno vuole un po’ d’amore”; è solo li che lo troviamo con semplicità, con il rapporto che ci realizza in famiglia vera fucina e culla di Cristo e della chiesa fatta di “noi” e non di “io”: il superuomo faceva parte di un’ideologia che ha creato mostri e olocausti vari e che, purtroppo, tarda a scomparire in un mondo che si ritiene più civile di settanta anni fa ma che permette, in una specie di quieto vivere, all’ombra nera del male di allargarsi sempre di più. All’inizio parlavo di Odoacre: ma quanti Odoacre ci sono nei giorni nostri? Vorrei chiudere con una preghiera (smisurata): Dio tu che ci ascolti “insegnaci un alfabeto differente” dalla nostra vigliaccheria e che ci porti ad amare i nostri familiari, i nostri confratelli e i nostri sacerdoti che, “anche se non sono gigli”, sono pur sempre “guide che hanno bisogno di affetto”.

    Giovanni Lumachi

  • L'Oratorio del Rivaio organizza

    SABATO 18 APRILE DALLE 16 ALLE 18 IN PARROCCHIA

    LA FESTA DI PRIMAVERA

    se vuoi venire a divertirti con noi, porta qualcosa per la merenda e tanta allegria, TI ASPETTIAMO!
     
  • Il mini-campo invernale anche quest’anno si è regolarmente svolto nei giorni 3-4-5 gennaio.

    E anche per quest’anno la meta è stata Larniano, casa e chiesa poco sopra il paese di Poppi.

    Decisamente meno freddo dell’anno scorso, il gruppone ha alternato momenti di gioco e di formazione anche intensa… infatti, senza accorgersene, la mattina del secondo giorno, abbiamo riflettuto sul film “Inside Out” per circa due ore e mezzo!!! Abbiamo aperto il libro della nostra vita tutti in gruppo, confrontandoci sulle emozioni, ognuno per la sua età, confrontandole tra di noi. Emozioni che poi ci hanno fatto ragionare sui nostri comportamenti in mezzo alla società.

    Il pomeriggio invece come un anno fa, lo abbiamo trascorso alla esilarante pista di pattinaggio su ghiaccio a Soci dove molti di noi hanno potuto migliorare l’equilibrio sui pattini; molti invece sono stati protagonisti con piroette a mezz’aria con tonfi in terra finali!!!

    2018 larniano 02

    Una camminata di circa un’ora all’aria aperta ci ha permesso di rinforzare ancora di più i nostri rapporti e forse anche svegliarci un pochino all’aria fresca…. dopo la corta notte appena trascorsa.

    Un ringraziamento particolare a P. Emanuele che ha reso possibile tutto questo e ai nostri cuochi Remo e Angela che ci hanno rifocillato con pranzi e cene da leccarsi i baffi.

    Appena tornati sono ripresi i lunedì di incontro al Rivaio. Invece per un altro campo dovremo aspettare il fine luglio…..fuori regione!!!

     

    Gli animatori del GGR Giovanissimi

  • Chi ha avuto occasione di passare dal Rivaio poco prima di Natale o nelle ultime settimane, ha notato che, lottando contro il tempo (sempre poco, ma ulteriormente ridotto a causa del doppio intervento agli occhi subito da P. Emanuele), il parroco con alcuni volenterosi aiutanti ha messo mano ad una serie di aggiustamenti negli ambienti parrocchiali.
    Per consentire la visibilità dello spettacolino natalizio dei bambini del catechismo è stato infatti spostato il palco smontabile dal vecchio salone al salone Colin, allestito poi con tutti i crismi in fatto di luci e audio.
    Parallelamente in cappellina fervevano i lavori di costruzione del presepe. Le vecchie statuine si sono trovate benissimo nella nuova ambientazione e pur negli scatoloni sono già in attesa di conoscere le novità che si troveranno il prossimo Natale.

    festanatale02Nelle ultime settimane si sta mettendo invece mano alla risistemazione degli ambienti dell’ala sinistra del loggiato. Il vecchio ufficio del parroco tornerà ed essere unito con la stanza della Caritas, in modo da avere un maggiore spazio per immagazzinare le cose e un ambiente più decoroso per accogliere. L’ufficio del parroco viene invece sistemato nel disimpegno tra il battistero e il terrazzo, opportunamente imbiancato e pavimentato.

    Poco a poco si renderanno più funzionali e accoglienti anche i locali del vecchio oratorio.

     

    presepio presepio02

  • Domenica 17 maggio alla chiesa di S. P. Chanel 45 bambini e bambine hanno ricevuto la prima comunione.

    È stato un cammino lungo due anni e noi catechisti ci siamo trovati per la prima volta ad essere i protagonisti dietro le quinte di questa avventura magica. Abbiamo cercato di preparare i nostri bambini a carpire la presenza di Gesù nel loro cuore, una presenza a prescindere che però va capita e accettata. Anche se sono bimbi/e il loro cuore deve essere preparato ad accogliere consapevolmente il Cristo in tutta la sua grandezza e questo si può fare solo accompagnandoli passo passo nella scoperta della Sua vita.

    Abbiamo cercato, noi catechisti, di improntare il cammino verso la prima comunione in modo che i bambini arrivassero da soli a capire quale fosse il bene e quale fosse il male. Ci siamo distaccati dai libri, Cristo non è un racconto, Cristo è la nostra vita vissuta tutti i giorni e i nostri bambini sono stati messi davanti alla loro vita di tutti i giorni.

    Noi (catechisti) vogliamo prima di tutto essere amici di questi piccoli, che bramano punti di riferimento ormai sfocati e lontani; abbiamo fatto in modo che vedessero il 17 maggio, giorno della loro prima comunione, come un punto di passaggio da una condizione ad un'altra in cui loro diventino sempre più protagonisti e padroni della loro vita e delle loro scelte da fare con e per Cristo.

    L'impegno è stato tanto, ma l'amore e la dedizione sono ancora maggiori per poter fare un buon lavoro e credo che sia stato fatto discretamente. La presenza dei nostri piccoli durante tutto l'anno catechistico è stata forte, sintomo di un interesse da parte delle famiglie che ha permesso la buona riuscita di un giorno importante quanto difficile da organizzare visto il numeroso gruppo di bimbi chiamati a comunicarsi.

    Il giorno, come già detto, è stato magico; una scena teatrale quasi perfetta dove ognuno sapeva cosa doveva fare e in cui il burattinaio conosceva bene come muovere e far muovere ogni comparsa. Armonia dei luoghi, delle forme, delle voci, dei canti e del movimento.

    Ogni singola persona che ha assistito alla celebrazione ed ha voluto commentarla ha provato le medesime emozioni: una festa fatta per i bambini, dai bambini e con i bambini che non ha guardato tanto all'etichetta della circostanza quanto alla riuscita e al completamento di una tappa di un cammino cucito addosso ai bimbi. Questo la comunità l'ha capito e apprezzato.

    L'intento di chi ha portato i bambini fino a qui è stato raggiunto: grazie!

    Carmen, Davide e Sara

  • Care parrocchiane e parrocchiani,

    voglio anzitutto ringraziare tutti coloro che, durante le confessioni o in altri momenti di dialogo e confronto, hanno condiviso con me le riflessioni sull'articolo citato nella mia precedente lettera (la tenerezza verso se stessi come presupposto per vivere la tenerezza verso il prossimo). Sono stato arricchito (spesso commosso) dalle vostre riflessioni e continuo a ritenere che amare se stessi sia più difficile che amare gli altri.

    Sembra ieri che ci siamo preparati al Natale - a riconoscere che quel Dio amore e misericordia in cui crediamo nasce ogni giorno nella nostra vita - ed eccoci già qui alle porte della Quaresima, i 40 giorni che precedono e sono illuminati dalla Pasqua, trionfo (quotidiano) della vita sulla morte e dell'amore di Dio sui nostri peccati.

    Tra i tanti momenti vissuti in Parrocchia in questo tempo, mi piace soffermarmi sul ritiro di vicariato dei ragazzi/e di III media e dei loro genitori, tenutosi qui al Rivaio il 14 Dicembre scorso. Gli adolescenti sono stati aiutati e seguiti dalle catechiste, mentre i genitori hanno lavorato insieme a fr. Marco delle Celle di Cortona. Ispirato da quel momento, in questa mia riflessione mi riallaccio anche a quanto ho scritto nella mia lettera per Pasqua 2014.

    Fr. Marco, inizialmente con uno stile un po' duro (servito ad attirare l'attenzione), ha aiutato i genitori - dei quali abbiamo apprezzato ancora una volta la partecipazione numerosa ed attenta - a riflettere sul loro ruolo di adulti chiamati a fissare delle regole, affinché i desideri e i sogni dei loro figli e figlie, confrontandosi e spesso scontrandosi con queste regole, si possano purificare per fiorire al meglio. Ha parlato ai genitori del loro ruolo in cui nessuno (televisione, allenatori, insegnanti, preti, suore ed educatori in genere) li può sostituire; dell'importanza dei NO che, quando meditati e presentati dalla coppia in modo unitario e solidale, sono il grande aiuto che i genitori possono dare ai figli. Ha riflettuto, quindi, sulla responsabilità dei genitori, del loro doversi fare carico dei figli, cercando non sempre la loro soddisfazione immediata, ma il loro vero bene, in un percorso che li aiuterà a diventare adulti ―belli‖ non solo esteriormente, ma anche dentro, ricchi di valori e capaci di prendere decisioni informate e ragionate. Ha detto, poi, dell'importanza della trasmissione dei valori di fede ai figli/e, del gusto che si può provare a pregare insieme in famiglia, così mostrando, con la testimonianza e l'esperienza concreta, che Dio non è un feticcio a cui ricorrere in casi di particolare bisogno, ma l'amico che è sempre con noi e con cui si sta bene. Infine, ha anche evidenziato la necessità di lasciare tempo libero ai figli, affinché possano maturare creatività e capacità di riflessione e preghiera. A questo proposito mi piace aggiungere una citazione che ho trovato recentemente (Paolo Zamengo, Dossier Catechista Dicembre 2014, pag. 17)

    Occorre silenzio per capire il silenzio di Dio.

    La riflessione di fr. Marco, quindi, è stata tutta incentrata sulla famiglia. Famiglia che siete voi, con i vostri figli/e e genitori, e famiglia che è la Parrocchia. Sì, anche la Parrocchia è una famiglia, in cui tutti insieme, facendo ognuno/a la propria parte, camminiamo dietro al Signore, buon pastore che ci chiama ad accogliere il suo amore per ciascuno di noi e a testimoniarlo nelle realtà in cui viviamo. Una famiglia in cui ognuno cerca di fare del suo meglio e di prendersi le sue responsabilità. E una famiglia che ha bisogno di crescere ogni giorno nella corresponsabilità e serietà.

    Per questo motivo il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale, che ha iniziato la sua ―missione nello scorso settembre, riflettendo sui bisogni reali della nostra parrocchia, ha delineato come priorità del prossimo (o prossimi) anno proprio ―la parrocchia come famiglia‖, ed ha già iniziato ad identificare strategie che ci permetteranno di crescere in questo senso di appartenenza.

    Il giornalista Michele Serra, nella sua rubrica L'amaca (La Repubblica del 15 Gennaio scorso), riflettendo sul ruolo del Presidente della Repubblica, lo paragona ad un padre:

    "Padre" (e allo stesso modo "madre") significa punto fermo, certezza, affidabilità. E significa (o dovrebbe significare) anche autorevolezza, facoltà di ricondurre alla Legge — la Costituzione repubblicana — anche i dissidi più animosi. Mi chiedo di quanti "padri" e di quante "madri" disponiamo, qui e oggi, noi italiani. Alcuni dei nomi che sento pronunciare sono piuttosto "fratelli", miei coetanei o appena maggiori, tutti in età ampiamente matura eppure non dotati dello stesso carisma dei soli "genitori" che la Repubblica davvero riconosce (...)

    Quanto Serra dice per il Presidente della Repubblica può aiutare anche noi a crescere nel nostro sentirci famiglia. Siamo sì fratelli e sorelle fra di noi (perché tutti figli e figlie dell'unico Padre), ma anche padri e madri, punti fermi, persone che sanno esprimere autorevolezza (non autoritarismo) e guide umili ma sicure. Persone adulte anche nella fede che, alimentati dalla riflessione sulla Parola di Dio, sanno testimoniare e condividere la gioia di sentirsi scelti da Dio. Persone che, pur consce dei propri limiti, difetti e peccati, non li usano come scusa per delegare o nascondersi, ma, certi che ―dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia‖ (San Paolo ai Romani, versetto 20 del capitolo 5), vanno avanti cercando di fare la propria parte con umiltà, serietà e coraggio.

    Il mio augurio è che questa Quaresima sia per tutti noi un'occasione per crescere nel nostro essere famiglia.

    Possa l'esempio di Maria - madre e figlia (discepola) di Gesù Cristo – aiutarci nel farci carico della nostra responsabilità di padri e madri, trovando l'aiuto nel Padre buono che è sempre con noi con il suo amore e la sua misericordia.

    Buon tempo di Quaresima!

    p. Marcello

  • Care parrocchiane e parrocchiani,

    vi scrivo – più in ritardo del solito – in un caldo e solitario 2 giugno. Come già accennato nella scorsa lettera, gli impegni in Europa e come Economo Regionale dei Padri Maristi mi portano via sempre più tempo. Ma cerco, nonostante tutto, di non trascurare la parrocchia e continuo ad essere fortemente arricchito dall'incontro con tutti e tutte voi.

    Siamo ormai prossimi alla nostra festa in onore della Vergine delle Grazie, e a Lei continuiamo a chiedere di aiutarci ad essere sempre più discepoli del suo buon Figlio, consapevoli dell‟amore che questo Figlio ha per noi e pronti ad accoglierlo e condividerlo con tutte le persone che incontriamo.

    Nelle ultime settimane abbiamo vissuto bei momenti di comunità: le prime comunioni, davvero una bella celebrazione di FAMIGLIA, in cui tutti hanno fatto la propria parte e, son sicuro, continueranno a farla anche dopo questa tappa; la festa dei campi, altra bella occasione per fare FRATERNITA' e molti altri momenti. Abbiamo avuto, negli ultimi due mesi, anche diversi battesimi: preghiamo, davvero, perché queste giovani famiglie continuino a sentire seriamente l'impegno ad essere, per il loro figlio o figlia, testimoni (che, come dico sempre, non vuol dire PERFETTI!!!) che, accolto l'amore che viene da Dio Padre buono, lo trasmettono con gioia ai loro piccoli.

    Abbiamo anche avuto, come tutte le famiglie, momenti meno felici: funerali di persone, alcune anche figure storiche per la parrocchia e la città; difficoltà nell'intavolare un dialogo profondo e continuo tra i diversi operatori pastorali e tra noi e le famiglie dei ragazzi/e con cui cerchiamo di camminare; problemi personali che ognuno di noi (parroco compreso!) si porta dietro, etc.

    Ed è proprio questo coesistere nella vita di tutti noi di momenti felici e momenti tristi che mi porta a condividere una cosa che mi ha suggerito, alcune domeniche fa, una parrocchiana dopo la Messa delle 11,30 (ho trovato conferma di questa riflessione su: https://elinepal.wordpress.com/2013/09/09/kintsugi-le-cicatrici-in-oro/

    Pare che i giapponesi, quando riparano un oggetto rotto, anziché far di tutto perché l'oggetto sembri nuovamente integro, valorizzano le crepe riempiendone la spaccatura con dell‟oro. La chiamano la tecnica del Kintsugi, e deriva dal loro credere che quando qualcosa ha subito una ferita diventa più bello. Tra nascondere l‟integrità perduta ed esaltare la storia della ricomposizione, scelgono la seconda strada. Noi occidentali, invece, facciamo fatica a fare pace con le crepe. Non ci piace ammettere le nostre sconfitte, fatichiamo a riconoscere le nostre debolezze, e tendiamo a nascondere ciò che ci fa soffrire, tentando di offrire di noi sempre una sorta di facciata da supereroe (che tutti sappiamo essere, appunto, solo una facciata!).

    Collegandomi anche a quanto vi dicevo nella mia ultima lettera, teologicamente, siamo nel campo della morte-resurrezione. Per continuare a trovare nuova vita (in Cristo!) dobbiamo accettare di morire. Per godere dei nostri miglioramenti (nel rapporto con noi stessi, con gli altri e con Dio), dobbiamo accettare i fallimenti del passato (che torneranno, sia nel presente che nel futuro). Entrare nel profondo di noi stessi con onestà non è né facile né piacevole (io ci sto provando, in modo anche abbastanza serio, da un po' di anni, ma è sempre una gran fatica); riconoscere che abbiamo in noi crepe, rotture ed incoerenze non è bello né indolore; ma è quanto ci permette di provare ad esercitare la misericordia e la pazienza, anzitutto verso noi stessi e poi, di riflesso, verso gli altri.

    Maria non ha ignorato il dolore presente nella sua vita. A Gesù dodicenne non ha fatto i complimenti per essersi distaccato da lei e Giuseppe, e magari si è anche sentita in colpa per non averlo “custodito” con più attenzione. Ma ha saputo continuare il cammino. Non ha permesso alla sconfitta di impedirle di guardare avanti continuando ad avere fiducia e affidandosi a quel Dio che aveva “guardato l'umiltà della sua serva”.

    Ci aiuti Lei, con la sua intercessione, a far lo stesso: a credere che il buon Dio continua a far meraviglie in noi malgrado le nostre crepe e rotture. Che Dio continua a versare l'”oro” del suo amore nelle nostre ferite, per sanarci e restituirci alla nostra dignità, bellezza e preziosità di figli suoi!. Che continua a moltiplicare il pane e pesce del suo amore anche quando noi abbiamo poco o niente da offrirgli.

    p. Marcello

  • Care parrocchiane e parrocchiani,

    vi scrivo questa lettera da Parigi, dove sono arrivato ieri sera per l'incontro mensile del Consiglio Provinciale di noi Padri Maristi. Ieri sera, a cena, eravamo cinque (dovevano ancora arrivare due confratelli): due francesi, un olandese, uno spagnolo ed io. Abbiamo parlato, come di consueto, in Inglese (l'unica lingua che abbiamo in comune) e questo mi ha fatto nascere una prima riflessione che mi fa piacere condividere con voi. Per essere famiglia bisogna, spesso, venirsi incontro, cercare cosa ci è comune piuttosto che quello che ci divide. Le differenze rimangono, è chiaro, ma con un piccolo impegno da parte di tutti e tutte si può arrivare a fare esperienza di momenti di unità e comunione, buoni semi che, una volta gettati, se coltivati potranno germogliare e diventare sempre più rigogliosi.

    Venendo a noi, la vita in Parrocchia prosegue bene, e devo confessarvi che mi spiace dover rinunciare, a motivo di questo incontro internazionale, a quattro giorni di Benedizione delle Famiglie. Benché quest'anno non sia proprio in piena forma fisica – e molti di voi se ne sono accorti e mi sono ancora più vicini, e vi ringrazio anche per questo – mi piace sempre incontrarvi personalmente nel luogo in cui abitate, parlare e pregare con voi, e così fare un passo avanti nella conoscenza reciproca e nel nostro sentirci sempre più famiglia parrocchiale.

    Oltre alla non piena forma fisica, ultimamente risento anche del peso dato dal sovrapporsi di troppi incarichi (Parroco, Economo Italiano e Consigliere Provinciale dei Maristi), e sto davvero cercando di discernere quale possibile soluzione trovare per poter fare le cose bene e non sempre in urgenza. A tal proposito, vi ringrazio, perché so che pregate anche per me e per tutta la nostra comunità Marista, e questo mi dà consolazione e serenità.

    Siamo ormai prossimi alla Pasqua, e vorrei riflettere con voi facendoci aiutare da una foto scattata nel Duomo di Cortona l'anno scorso. Vi invito ad osservarla con calma e, prima di continuare a leggere queste poche righe, provare a mettere a fuoco i pensieri e le emozioni che l'immagine vi suscita. L'arte è un dono che riceviamo (e in Italia siamo davvero fortunati!), e contemplare il “bello” può aiutarci a riflettere e meditare. Mi permetto, quasi in parentesi, di invitare tutti voi - e i vostri figli e nipoti - ad esporvi al bello, per abituarci allo stupore, riflessione, conoscenza e crescita anche interiore che ne può derivare.

    Prendetevi, dunque, un po' di tempo per ascoltarvi in quello che vi suscita questa foto.

    parroco marzo 2015

    Son sicuro che abbiate fatto “l'esercizio” che vi ho suggerito!

    Ora provo a condividere le mie riflessioni, senza un preciso ordine, ma così come sono sorte nella mia testa e, ancor di più, nel mio cuore. Mi sembra possano essere d'aiuto ad avvicinarsi al problema del male (perché c'è il male?) su cui spesso, anche nei vari incontri con i genitori, sentiamo l'esigenza di interrogarci e riflettere.

    • Il Crocifisso (la morte) è più sfocato, perché non ha l'ultima parola. L'ultima parola ce l'ha il Risorto (la vita), che infatti è più nitido e a fuoco!
    • Allo stesso tempo, la bandiera del Risorto indica la croce: se non si muore non si può risorgere (Nota Bene: questo non significa che Dio ci manda il dolore!!! Se qualcuno vi dice il contrario, SBAGLIA!!!). Per quanto la morte (il dolore, i lutti, i tradimenti...) ci faccia star male, non possiamo ignorare la sua esistenza (fuori e dentro di noi!). Anche Dio, fattosi uomo in Cristo, ha dovuto fare i conti con il male, il dolore e la morte...che fanno parte della vita umana.
    • Il Risorto ha la "pancia" illuminata più della testa. Nella Bibbia la parola per definire la misericordia di Dio è "rahamim", che indica le “viscere” di Dio (l'esempio è la madre, che nelle viscere accoglie la nuova vita e, nelle sue viscere, soffre per il dolore di chi ha generato!). Dio non ci ama solo di testa, ma con tutto se stesso. E quando stiamo male o nel male, anche Lui ha, come per così dire, "mal di stomaco", perché è lì, nel luogo in cui si forma la vita, che Lui ci ama e ci tiene.
    • Il Risorto porta i segni della passione che ha subita: il dolore ci cambia e, anche se riusciamo a superarlo e a sperimentare di nuovo la vita, non siamo più gli stessi di prima.
    • Il resto (chiesa, quadri, etc.) è in piena ombra. Credere che la Vita vince la morte, che la misericordia di Dio sana le nostre debolezze, è la nostra missione principale; il resto è un dettaglio e verrà da sé.

    Mi fermo qui, lasciandovi queste poche e scarne riflessioni, ed invitandovi a farvi ispirare da questa immagine e a condividere con me e tra voi, se volete, i vostri pensieri.

    L'esempio di Maria, che ha fatto l'esperienza della “spada che trafigge l'anima” (Vangelo secondo Luca, capitolo 2, versetto 35), che ha seguito Gesù fin sotto la croce ed ha mantenuto la fede nel progetto di Dio al quale aveva dato il suo “si”, ci aiuti a sentire la presenza di Dio, il Dio della vita, anche nelle nostre situazioni e momenti di dolore. E ci accompagni, oltre la croce, verso la luce e la gioia della Pasqua!

    Buona Pasqua a tutte e tutti voi, a nome mio e dei padri Antonio, Egidio, Piero e Sergio!!!

    p. Marcello

  • Care Parrocchiane e cari Parrocchiani,

    Domenica 12 Luglio, alle Messe delle 10 e delle 11,30, ho annunciato che a motivo dei troppi altri impegni (economo dei padri Maristi italiani e consigliere del Provinciale Europeo), che mi portano via dalla Parrocchia un paio di settimane al mese, si è visto insieme ai miei superiori che si rivelava necessario lasciare l'incarico di Parroco del Rivaio.

    Nei giorni seguenti ho pubblicato sul nostro sito (www.rivaio.it) una lettera che mettesse un po' più “carne” al sintetico avviso. Partendo dal Vangelo di Marco (capitolo 6, versetto 7)

    Gesù Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due

    ho ricordato che la nostra fede è un essere in cammino, in compagnia gli uni degli altri e delle altre e del buon Dio che sempre ci sostiene, ci consola e ci invia ad ogni persona per portare il suo sorriso e la sua benedizione. Dio, poi, non solo ci invia, ma ci chiede di restare in quella casa solo il tempo necessario, e poi andare verso altre case e altri fratelli e sorelle.

    E ho ricordato, a me stesso prima ancora che a voi, che il cammino di questa bella comunità del Rivaio continua, anche se cambiano i compagni di viaggio.

    Lasciare questa comunità cristiana – tutti e tutte voi – è per me una scelta sì condivisa, ma non per questo meno dolorosa. È però, allo stesso tempo, una scelta che apre alla speranza, nella certezza che i cambiamenti e l'incontro con nuove persone generano sempre qualcosa di buono e che tutti voi continuerete a camminare e a crescere nella fede, speranza e amore sotto la guida del nuovo parroco provando ogni giorno a vivere e annunciare il Vangelo oggi e qui a Castiglion Fiorentino.

    So anche che saprete accogliere p. Emanuele DI MARE – lucano d'origine e attualmente vice-parroco in una nostra Parrocchia della Basilicata (Marconia, nel comune di Pisticci) – con la gioia e disponibilità con cui tre anni fa avete accolto me.

    A fine settembre (dopo la celebrazione delle Cresime) mi sposterò a Moncalieri per un anno, dopodiché si vedrà. Emanuele sarà in mezzo a voi dalla fine di settembre.

    Non intendo ricordare tutti i momenti belli, profondi e stimolanti che ho vissuto in questi tre anni con voi, perché ne scaturirebbe una lettera troppo lunga. Voglio, però, ringraziare il buon Dio e voi per ogni incontro e scambio, per ogni occasione in cui si è cercato insieme di crescere nel sentire l'amore di Dio presente in noi e nelle nostre vite.

    Scrivendo queste poche righe non riesco a tenere le lacrime, ma so per esperienza che, anche se umanamente ci viene da pensare che “le cose non sarebbero dovute andare così”, scopriamo poi con il tempo che il buon Dio sa trarre qualcosa di buono e fecondo anche dai nostri momenti di “notte”.

    Pensando alla staffetta, ricevuta da p. Lorenzo e presto consegnata a p. Emanuele, mi vengono in mente le parole di San Paolo (prima lettera ai Corinzi, capitolo terzo, versetti dal 6 al 7):

    Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere.
    Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere.

    So di poter contare, come sempre, sulla vostra preghiera, vicinanza ed amicizia. Anche io continuerò a ricordarvi di fronte al buon Dio.

    Possa Maria, la madre della Grazia, intercedere per noi in questo momento di passaggio, perché possiamo guardare tutto con gli occhi della fede, e dire il nostro “si” nella certezza che Dio, che traccia il cammino e fa crescere i frutti, non ci lascia soli!

     

    p. Marcello
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    SABATO 12 SETTEMBRE

    Festa del SS. Nome di Maria
    La Comunità del Rivaio saluta ed esprime il suo “grazie” al parroco
    PADRE MARCELLO
    ore 19: S. MESSA nel Santuario del Rivaio
    con la presenza del vicario vicario episcopale, mons. Gioacchino Dallara
    (non c'è la messa delle 18 a S.P.Chanel)

    a seguire, buffet per tutti nel Salone Colin



    L’ingresso ufficiale del nuovo parroco
    PADRE EMANUELE DI MARE
    è previsto per il prossimo mese di ottobre

  • Lunedì 30 Novembre

    “Vivere è la cosa più rara al mondo.

                                             La maggior parte della gente esiste . Ecco tutto” (Oscar Wilde)

     

    Vangelo del giorno Matteo 4,18,22

    Preghiera

    Vieni di notte, ma nel nostro cuore è sempre notte: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni in silenzio, noi non sappiamo più cosa dirci: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni in solitudine, ma ognuno di noi è sempre più solo: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni, figlio della pace, noi ignoriamo cosa sia la pace: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni a liberarci, noi siamo sempre più schiavi: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni a consolarci, noi siamo sempre più tristi: e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni a cercarci, noi siamo sempre più perduti:e dunque vieni sempre Signore.

    Vieni Tu che ci ami: nessuno è in comunione col fratellose prima non lo è con Te, Signore.

    Noi siamo tutti lontani, smarriti, né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.

    Vieni, Signore. Vieni sempre, Signore.

    (Davide Maria Turoldo)

  • Bel momento di preghiera martedì sera con la presenza dei Presidenti e membri dei tre rioni.

    Paolo ci ha aiutato a riflettere su come possiamo provare a vivere come Maria, donna dell'ascolto e dell'azione.

    Tre rappresentanti dei rioni hanno integrato la riflessione con il loro intervento profondo e stimolante.

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  • viaggio musicale e testimonianza del cantautore

    venerdì 9 giugno 2017 - ore 21

    Santuario del Rivaio

  • Martedì 1 Dicembre

    “Anche un orologio fermo segna

                                                                 l’ora giusta due volte al giorno (Norman Hesse)

     

     

    Vangelo del giorno Luca 10,21-24

    Preghiera

    Sono uscito di casa, Signore,e ho abbandonato la mia storia di ieriperché oggi, per me e per tutta la chiesa,inizia un tempo nuovo.

    Nel mio cuore oggisi è accesa la fiamma della speranza,che mi fa guardare lontano,oltre i miei usuali e piccoli orizzonti,e accelerare i miei passiper allontanarmi sempre piùdalle prigioni del male.Ho un desiderio struggente, Signore,di scoprire lungo la strada un fiore,di incontrare una persona che sorride,di incrociare una mano pulita,di andare oltre il deserto dei miei sogni.Voglio camminare, Signore,in questo Avvento di grazia,per correrti incontroperché io so e sento che al mondonon c'è altro all'infuori di te per il quale possa spendere validamente la mia vitacosì da meritare di comparireun giorno davanti a te con il cuore in festa.

     

  • Condividiamo con tutti voi il momento di preghiera che è stato preparato dalle famiglie in preparazione alla festa della Madonna delle Grazie del Rivaio lo scorso 10 giugno.

    Buona meditazione a tutti noi.
    Un abbraccio...
    Carlo e Natascia
     
     

    Vivere insieme è un’arte!
    E’ un cammino paziente,
    bello e affascinante.
    Un cammino che ha delle regole
    che si possono riassumere
    in queste tre parole

     
     
    Queste parole aprono la strada per vivere bene nella famiglia, per vivere in pace. Sono parole semplici, ma non così semplici da mettere in pratica! Racchiudono una grande forza: la forza di custodire la casa, anche attraverso mille difficoltà e prove; invece la loro mancanza, a poco a poco apre delle crepe che possono farla persino crollare.
     
    PREGHIERA 10 GIUGNO 2015 2La prima parola è “permesso?”. Quando ci preoccupiamo di chiedere gentilmente anche quello che magari pensiamo di poter pretendere, noi poniamo un vero presidio per lo spirito della convivenza matrimoniale e famigliare. Entrare nella vita dell’altro, anche quando fa parte della nostra vita, chiede la delicatezza di un atteggiamento non invasivo, che rinnova la fiducia e il rispetto. La confidenza, insomma, non autorizza a dare tutto per scontato. E l’amore, quanto più è intimo e profondo, tanto più esige il rispetto della libertà e la capacità di attendere che l’altro apra la porta del suo cuore. A questo proposito ricordiamo quella parola di Gesù nel libro dell’Apocalisse: «Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me» (3,20). Anche il Signore chiede il permesso per entrare! Non dimentichiamolo. Prima di fare una cosa in famiglia: “Permesso, posso farlo? Ti piace che io faccia così?”. Quel linguaggio educato e pieno d’amore. E questo fa tanto bene alle famiglie.
     
    PREGHIERA 10 GIUGNO 2015 3La seconda parola è “grazie”. Certe volte viene da pensare che stiamo diventando una civiltà delle cattive maniere e delle cattive parole, come se fossero un segno di emancipazione. Le sentiamo dire tante volte anche pubblicamente. La gentilezza e la capacità di ringraziare vengono viste come un segno di debolezza, a volte suscitano addirittura diffidenza. Questa tendenza va contrastata nel grembo stesso della famiglia. Dobbiamo diventare intransigenti sull’educazione alla gratitudine, alla riconoscenza: la dignità della persona e la giustizia sociale passano entrambe da qui. Se la vita famigliare trascura questo stile, anche la vita sociale lo perderà. La gratitudine, poi, per un credente, è nel cuore stesso della fede: un cristiano che non sa ringraziare è uno che ha dimenticato la lingua di Dio. Sentite bene: un cristiano che non sa ringraziare è uno che ha dimenticato la lingua di Dio. Ricordiamo la domanda di Gesù, quando guarì dieci lebbrosi e solo uno di loro tornò a ringraziare (cfr Lc 17,18). Una volta ho sentito dire da una persona anziana, molto saggia, molto buona, semplice, ma con quella saggezza della pietà, della vita: “La gratitudine è una pianta che cresce soltanto nella terra delle anime nobili”. Quella nobiltà dell’anima, quella grazia di Dio nell’anima ci spinge a dire grazie, alla gratitudine. È il fiore di un’anima nobile. È una bella cosa questa!
     
    PREGHIERA 10 GIUGNO 2015 4La terza parola è “scusa”. Parola difficile, certo, eppure così necessaria. Quando manca, piccole crepe si allargano – anche senza volerlo – fino a diventare fossati profondi. Non per nulla nella preghiera insegnata da Gesù, il “Padre nostro”, che riassume tutte le domande essenziali per la nostra vita, troviamo questa espressione: «Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). Riconoscere di aver mancato, ed essere desiderosi di restituire ciò che si è tolto – rispetto, sincerità, amore – rende degni del perdono. E così si ferma l’infezione. Se non siamo capaci di scusarci, vuol dire che neppure siamo capaci di perdonare. Nella casa dove non ci si chiede scusa incomincia a mancare l’aria, le acque diventano stagnanti. Tante ferite degli affetti, tante lacerazioni nelle famiglie incominciano con la perdita di questa parola preziosa: “Scusami”. Nella vita matrimoniale si litiga, a volte anche “volano i piatti”, ma vi do un consiglio: mai finire la giornata senza fare la pace! Sentite bene: avete litigato moglie e marito? Figli con i genitori? Avete litigato forte? Non va bene, ma non è il vero problema. Il problema è che questo sentimento sia presente il giorno dopo. Per questo, se avete litigato, mai finire la giornata senza fare la pace in famiglia. E come devo fare la pace? Mettermi in ginocchio? No! Soltanto un piccolo gesto, una cosina così, e l’armonia familiare torna. Basta una carezza! Senza parole. Ma mai finire la giornata in famiglia senza fare la pace! Capito questo? Non è facile, ma si deve fare. E con questo la vita sarà più bella.
     
    Queste tre parole-chiave della famiglia sono parole semplici, e forse in un primo momento ci fanno sorridere. Ma quando le dimentichiamo, non c’è più niente da ridere, vero? La nostra educazione, forse, le trascura troppo. Il Signore ci aiuti a rimetterle al giusto posto, nel nostro cuore, nella nostra casa, e anche nella nostra convivenza civile.
     

    PERMESSO GRAZIE SCUSA

  • Mercoledì 2 Dicembre

    “Si il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

                                                                                                                                     (Ghandi)

     

     Vangelo del giorno Matteo 15,29-37

    Preghiera

    ODio,dentro la vita nelle vicende di ogni giorno,noi cerchiamo i confini di ciò che facciamo,ci interroghiamo su ciò che viviamo,desideriamo una gioia che non si rovini tra le

    mani, tendiamo a una speranza che non si consumi, aspiriamo a un amore che ci renda felici,attendiamo un futuro che non si arresti domani.Noi cerchiamo una vita che sia degna d'essere vissuta: la cerchiamo nella gioia e nella sofferenza,O Dio, sei tu la nostra attesa?Sei tu ciò che noi cerchiamo,anche senza saperlo?Sei tu colui del quale abbiamo nostalgia,anche se non ti pensiamo?Sei tu colui che sempre attendiamo,anche se chiudiamo la porta di casa?Sei tu colui che invochiamo,anche se non ti rivolgiamo la parola?Sei tu colui col quale lottiamo,anche se mai ti incontriamo?

    Sei tu la nostra domanda,anche se non ti interroghiamo?

    O Dio, fondamento di ciò che ha vita:tu sei sempre invisibile eppure ti fai vicino all'uomoe cammini con lui; tu sei sempre indicibile e silenzioso eppure la tua parola risuona e si impone a noi Tu sei colui che è inudibile;eppure percepiamo il suono della tua musica; tu sei sempre imprendibile dalle nostre mani eppure sentiamo che ci stringi tra le braccia; tu sei sempre misterioso

    eppure rendi affascinante la nostra esistenza. (Preghiera dei giovani)

     

  • …il tempo di Avvento non è semplicemente un certo numero di giorni che ci portano diritti al Natale (lo è anche, liturgicamente); piuttosto è attesa di un accadimento che cambi la qualità del nostro tempo e lo renda finalmente “tempo umano”… L’attesa apre il cuore alla speranza e rompe il cerchio del “tempo alienato” in una attitudine materialistica e consumistica che ha tutti convinto della necessità del lavoro frenetico per “far soldi”, per accumulare sempre più beni, da cui verrebbe soltanto la sicurezza: beni materiali da guadagnare, da accrescere, da tenere egoisticamente per sé, senza nessuna partecipazione sociale. Il fatto di trovarsi in emergenza economica, nella transizione di questa crisi finanziaria che sta facendo tremare un po’ tutti, rischia di ingrandire questo ripiegamento su se stessi, approfondendo nell’animo di ogni persona la tendenza sociale alla desolidarizzazione, alla indifferenza del più povero e del più disagiato. Insomma l’egoismo del narcisista e dell’edonista si offende alla sola idea che è necessario per tutti abbassare lo standard di vita, inoltrarsi verso uno sviluppo sostenibile e un commercio equosolidale. In questo vortice, però, il tempo umano si perde e nulla si attende, nemmeno un “futuro migliore”, impantanati come si è nell’attuale presente, preteso eterno.
    Ecco l’importanza dell’Avvento, tempo propizio, kairòs del Dio che “avviene”. L’Avvento chiede che il tempo parli il linguaggio della speranza, dell’utopia: interrompe così la catena egoistica degli affari da proteggere e sviluppa dinamiche opposte, quelle del dono generoso, dell’apertura fraterna, del servizio umile e silenzioso, della carità. L’attesa orienta la direzione del cuore. Si deve attendere, ma non si può “aspettare Godot” (un dio che non giunge mai). La fede cristiana – nel tempo di Avvento – provoca l’attesa dell’uomo a proiettarsi su cose importanti, essenziali, profonde, divine, sulla nascita di un bimbo a Natale. L’Atteso - per i cristiani- ha un nome, Gesù il Salvatore, ha una storia, ha un messaggio di liberazione, di vita, porta una promessa di felicità. Attendiamo perché avvenga la gioia desiderata dal nostro cuore inquieto e attendiamo nelle fatiche di ogni giorno, senza stancarci mai.
    Verrà, verrà, di sicuro verrà. A Natale, verrà, Lui, la Parola del Dio vivente. Verrà a “zittire chiacchiere mie” (C. Rebora) con potenza di una Parola che può dare nuovo gusto al parlare degli uomini. Verrà con la presenza di una Parola fatta carne e si presenterà davanti agli uomini per essere accolta con fede. Già! con una fede cristiana, cioè una fede che Le corrisponda, operosa nella carità. Una fede che non pretenda incontrare la persona stessa del Figlio di Dio – nel piccolo di Betlehem che nasce a Natale -, semplicemente perché vi crede con la testa e non con il cuore, vi aderisce con il sentimento e non con la ragione, si affida con l’intelligenza e non con il corpo, ma piuttosto vi crede con la totalità dell’essere umano e soprattutto vi crede per vivere e per operare.
    … E’ l’uomo che è tutto amore, tutto vicinanza e prossimità, amicizia e solidarietà. Dal Natale in poi, la Sua pro-esistenza rivela l’agape/carità che Dio è dall’eterno e meraviglia gli
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    umani perché “questa umanità” – trasparenza di una presenza personale di Dio – non se ne sta negli abissi dei sottofondi marini, o nel più alto dei cieli, piuttosto abita tra le case della gente, avanza discreta per le strade degli uomini, si insinua nei crocicchi degli emarginati, penetra nelle fessure degli afflitti, si lascia ascoltare nella sordità dei morenti, là dove le tenebre scendono sulla città degli uomini, e non disdegna nemmeno di “sedere alla mensa dei peccatori”.
    Tanto grande e infinita è la misericordia di Dio. D’altronde, questo è l’annuncio e così viene letto l’Evento del Natale, dell’avvicinarsi personale di Dio Padre, nel Figlio, per la potenza dello Spirito santo, agente nel grembo di Maria, il terreno fertile che dona il frutto più grande e più bello: “ha avuto misericordia”. E’ un atto di misericordia, il più grande e il più bello. Il suo messaggero, il Battista, doveva essere così nominato. “Si chiamerà Giovanni”, cioè Jo-hannah (= Dio si è piegato e ha avuto misericordia).
    … La misericordia non è buonismo, anzi presuppone la capacita di indignarsi. Vi scrivevo infatti: “come si può esprimere la compassione di chi ha occhi, orecchi e cuore per vedere il dolore, sentire il gemito, provare una sincera pena spesso impotente? […] indignarsi è la garanzia della stessa misericordia, che si fa grido profetico contro l’ingiustizia proteiforme di Caino: “il sangue di tuo fratello grida verso di me”. Non si indignò Gesù quando dovette riconoscere l’ottusità e la cecità dei suoi fratelli o quando si confrontò con lo strapotere del male in tutte le sue forme degradanti? Indignarsi per il male nel mondo, per il peccato degli uomini, appare come una condizione per poter esercitare la misericordia”. ..

    Mons. Staglianò, vescovo di Noto

  • Il campo da calcetto è l’ultima struttura sportiva nata al Villaggio del Giovane nel 1989, la prima del suo genere a Castiglion Fiorentino, quando ancora il calcio a 5 era agli albori. Era parroco da un anno p. Vittorio Verchiani, ma l’idea e la realizzazione furono seguite e portate avanti in prima persona da P. Luigi Grazioli e da un gruppo di amici e volontari. Per lunghi anni si è giocato ancora a calcetto, grazie alla cura di fratel Eugenio, ma la struttura era invecchiata e usurata… Aggiungendo ai guasti del tempo anche quelli provocati dai vandali che si sono più volte accaniti contro gli spogliatoi il campetto era divenuto una scelta di ripiego per gli appassionati del calcetto.


    Quest’anno si è finalmente concretizzato il sogno di ridar vita nuova a questo angolo del VDG, con la realizzazione del fondo in erba sintetica, la risistemazione della recinzione e il ripristino di spogliatoi funzionali e decorosi. I lavori si sono conclusi nella scorsa primavera e da subito il campo ha cominciato a funzionare. I mesi estivi hanno visto la palla rotolare ogni giorno sul terreno sintetico, segno che una lacuna era stata colmata e la novità apprezzata.


    Il Consiglio ANSPI Rivaio-Villaggio del Giovane, che ha creduto fortemente nel progetto di risanamento del campetto e che si è impegnato a portarlo a termine, anche grazie al supporto della Parrocchia, si augura che nella stagione invernale, gli appassionati proseguano le loro sfide e la palla continui ancora a rotolare.


    È doveroso ringraziare i volontari che collaborano per la gestione delle prenotazioni, per l’apertura e la chiusura del campo, auspicando anche il contributo di nuove forze e nuove idee per la stagione a venire.

     

    E INTANTO SI PENSA GIA' A PREPARARE IL PROSSIMO VILLAGGIO ROCK

    villaggiorock

  • VENERDI' 17 GIUGNO, ORE 21

    CASTIGLION FIORENTINO - SANTUARIO DELLA MADONNA DELLE GRAZIE DEL RIVAIO

     

    GIULIO E MASSIMILIANO CUSERI IN CONCERTO

    con la partecipazione di CLAUDIO CUSERI alla batteria

    omaggio all'indimenticato RINO CUSERI

     

    Musiche di: Verdi, Rosssini, Chopin, Gershwin, Powell, La Rocca

     

  • Il saluto di padre Emanuele...

    Rivaio, 10 ottobre 2015

    La Comunità Parrocchiale del Rivaio volta ancora pagina e si appresta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia: l’ottavo. Ce ne sono stati di più lunghi e di più brevi, ma tutti legati alla presenza marista e tutti, dal primo a quello appena concluso, ognuno bello, intenso e partecipato. Di questo ringraziamo i fratelli sacerdoti che ci sono stati guida: Arturo, Luigi, Vittorio, Lorenzo, Antonio e Marcello.
    Proprio un mese fa abbiamo salutato e ringraziato padre Marcello per il cammino degli ultimi tre anni.
    Oggi accogliamo ufficialmente te, padre Emanuele, che hai accolto l’invito a essere guida per la nostra Comunità.
    Sicuramente dobbiamo conoscerci meglio ma fin da questi primi giorni ti abbiamo visto attento, in ascolto e pronto ad affrontare con entusiasmo le sfide che ci stanno davanti, confidando nell’amore del Padre e nell’intercessione della Beata Vergine delle Grazie.
    Vivremo insieme questo Anno Santo della Misericordia, che coincide con il bicentenario della “Promessa” dei primi Maristi, che si consacrarono proprio a rendere visibile nel mondo questa Misericordia con le loro vite.
    Vivremo questa nuova fase con la consapevolezza che sempre più siamo chiamati a muoverci in unità con le comunità cristiane delle altre parrocchie per dare più forza alla testimonianza che dobbiamo rendere in questo tempo e in questo luogo che ci sono assegnati.

    ... e il ringraziamento a padre Marcello

    Rivaio, 10 settembre 2015

    marcelloÈ arrivato il momento, emotivamente forte, di rivolgere il nostro saluto a P. Marcello.
    Vogliamo esprimere qualche pensiero, che non è non di circostanza, perché stiamo provando un’emozione particolare: i nostri animi non sono propriamente in festa, ma non è neanche…..
    Ringraziamo prima di tutto il Padre per questo tempo che ci ha dato di condividere con te.
    E ci ringraziamo tra noi, vicendevolmente, come spesso ci hai invitato a fare nei nostri incontri.
    È stato un tempo breve, ma non una parentesi… Né tu né noi torneremo quelli di tre anni fa.
    Ci siamo lasciati un segno che rimane, siamo cambiati insieme.

    Se ne potrebbero dire tante sul tuo modo di porti come nostra guida. Ognuno può ripensare a quello che ha colto o imparato. Anche tu, venuto da una grande città del nord e dai giri in Europa e nel mondo, hai sperimentato e condiviso le varie dimensioni di questa nostra piccola realtà parrocchiale e cittadina.

    Ricordiamo con riconoscenza alcuni elementi del tuo ministero sacerdotale tra noi, che tanti hanno colto:
    - hai sempre trasmesso un messaggio positivo attraverso le omelie e gli altri interventi, anche nei momenti di sofferenza vissuti in particolare nell’ultimo anno per tua la salute e per la morte del babbo;
    - hai predicato l’amore misericordioso di Dio per noi nonostante i nostri errori,
    - hai incoraggiato a condividere anche il vissuto personale, per gioire insieme e sostenerci l’un l’altro;
    - hai provato a costruire insieme le cose, senza dettare o suggerire, anche a costo di commettere qualche errore (e per un perfezionista come te non è cosa da poco). Ma le poche volte che sei salito “in cattedra” hai dimostrato la tua preparazione e il tuo Spessore. Avresti potuto farlo di più ma hai preferito sempre valorizzare gli altri…
    - Abituati quasi al prete-superman, che sostiene gli altri perché al riparo da tutto, abbiamo imparato che un prete è semplicemente un fratello, con un mandato particolare, ma che come tutti noi non è immune dagli alti e bassi della vita e come e più di chi vive normalmente in famiglia può aver bisogno dell’ incoraggiamento, consolazione e vicinanza degli altri fratelli e sorelle.

    Nel giorno del SS. Nome di Maria, ricorrenza cara a tutta la Società di Maria, invochiamo
    in particolare su di te la protezione l’intercessione della Madonna delle Grazie, perché ti dia forza e serenità per continuare ad essere testimone della Buona Notizia e della misericordia del Padre
    e per affrontare gli incarichi a cui sarai chiamato adesso e in futuro.



    RESOCONTO

    Il Consiglio Pastorale in occasione della celebrazione di saluto a p. Marcello ha promosso una raccolta che ha cercato di coinvolgere tutti. Con il ricavato, circa 1300 euro, sono stati donati a padre Marcello:

    • un I-Pad Air2 Wi-Fi 64mb con cover in pelle e copertura contro rotture accidentali nei primi 2 anni (per chi non se ne intende è una specie di computer portatile)
    • una busta con 300 euro

    Il resto, a cui si è aggiunta qualche offerta raccolta in occasione dell'ingresso di p. Emanuele, è stato consegnato alla Caritas parrocchiale, tolte le spese per l'apparecchiatura e per qualche manifesto.
    GRAZIE A TUTTI !!!
    Padre Marcello e Padre Emanuele, ma anche il Consiglio Pastorale, ringraziano inoltre quanti si sono adoperati per la cura delle due celebrazioni e per l'ottimo e abbondante rinfresco allestito in entrambe le occasioni nel Salone Colin.

  • I Giovani della Parrocchia Madonna delle Grazie del Rivaio organizzano

    Campo Estivo 2015

    Passo Cereda

    San Martino di Castrozza - Dolomiti - Trentino

    23 - 29 Agosto 2015

    Beati i puri di cuore perché vedranno Dio

     

    gruppogiovaniI Giovani della parrocchia del Rivaio presentano il Campo Estivo dedicato a tutti i giovani nati negli anni 200 e 2001.

    Introduzione

    Anche quest‟anno i Giovani della parrocchia del Rivaio presentano il Campo Estivo dedicato a tutti i giovani. Il nostro campo estivo è prima di tutto un momento di vacanza, dove al divertimento ed all‟eccezionalità dell‟ambiente montano di alta quota, uniamo spazi di riflessione, preghiera e crescita in gruppo.

    La vita del campo

    Lo stile che proponiamo è quello dell‟amicizia, della vita insieme, del rispetto degli altri e della festa. Gli appuntamenti chiave sono:

    • gite pressoché quotidiane in paesi di montagna e trekking d'alta quota;
    • serate indimenticabili, piene di giochi, scherzi, canti e divertimento;
    • momenti di discussione, di riflessione o di preghiera quotidiani;

    Chiediamo ad ogni partecipante il desiderio e la disponibilità a condividere tutti i momenti del campo per riuscire insieme a trasformare qualche giorno di vacanza in un‟esperienza veramente significativa, che unisca il Gruppo e rimanga fra i ricordi più belli di quest‟estate.

    Le Pale di San Martino, nelle Dolomiti

    Passo Cereda, a 1369 mt. di quota, delimita a sud le splendide Pale di San Martino, ed è incastonato tra il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il Parco del Paneveggio – Pale di San Martino.
    Le Pale di San Martino, dette anche Dolomiti di Primiero e Gruppo delle Pale, sono il più esteso gruppo delle Dolomiti, con circa 240 km² di estensione. Le Pale sono costituite da dolomia, roccia sedimentaria formata da doppio carbonato di calcio e magnesio, scoperta dal marchese Déodat de Dolomieu nel 1788. L'altopiano delle Pale, situato nel settore centrale del gruppo, si estende per uno spazio di circa 50 km² e costituisce un enorme tavolato vuoto, roccioso e quasi lunare che oscilla tra i 2500 e i 2800 mt. s.l.m.. Esso avrebbe ispirato lo scrittore bellunese Dino Buzzati (grande amante delle vette della catena) nell'ambientazione del suo romanzo Il Deserto dei Tartari.
    La cima più alta, la Vezzana, è alta 3192 mt., e pochi metri più bassa è il Cimon della Pala, noto come il “Cervino delle Dolomiti”. La località più celebre è certamente la vicina San Martino di Castrozza, uno dei luoghi dove è nato il turismo montano, lo sci, e l‟alpinismo, durante le leggendarie conquiste delle cime dolomitiche nell‟ „800.
    Terra di miniere, di lavoro, di commercio, d‟arte, e di foreste dal celebre legname, usato per le galee veneziane e i violini Stradivari, il tutto incorniciato nei fantastici paesaggi delle Dolomiti, montagne uniche al mondo.

    Il tema

    Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” è il tema del campo, lo affronteremo con un libro, una canzone, un film, il Vangelo e… la nostra mente! Un tema guida per discutere, divertirsi, crescere insieme!

     

    Per informazioni:
    Fabio 3388651671 - Francesca 3498634325 - Mariangela 3337556108
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

    Una vacanza, un'occasione per crescere, un momento di scambio, un sacco di giochi, una natura incontaminata, una montagna di nuovi amici, un ambiente sano, una sveglia per la nostra anima... E molto altro ancora!
  • Quanti lo desiderano possono contribuire alle spese per la stampa del notiziario parrocchiale.


    L’offerta non è condizione indispensabile per ricevere.


    IL FOGLIO, che resta uno strumento di dialogo al servizio di tutta la Comunità (non solo di quella che frequenta abitualmente).


    Chi non ricevesse il giornalino può segnalarlo in parrocchia.

  • LUNEDI' 21 MAGGIO 2018

    celebriamo insieme per la prima volta

    MARIA MADRE DELLA CHIESA

    festa istituita da Papa Francesco per il lunedì dopo Pentecoste

     

    La COMUNITA' MARISTA in Castiglion Fiorentino, RELIGIOSI E LAICI, invita a celebrare e festeggiare MARIA, sostegno della Chiesa che è in cammino

     

    ore 20:30 S. Rosario davanti alla statua della Madonna all'esterno del salone Colin - Rivaio

    ore 21:00 Messa della Festa nel Santuario del Rivaio

     

    al termine momeno di fraternità

  • Circa trenta bambini hanno partecipato con entusiasmo e bravura alla prima prova del coro dei bambini/ragazzi!
    Si sono impegnati e pare si siano anche divertiti!

    Ricordiamo che il coro è aperto a tutti i bambini e ragazzi, quindi fate pure passaparola!

    Appuntamento giovedì dalle 18:15 alle 19:15 al teatrino del Rivaio, non mancate!

     
  • PRIME COMUNIONI: 28 Maggio, ore 10:30 - S.P. CHANEL

    Abbate Emanuele
    Avanzati Riccardo
    Badini Emma
    Baldetti Alessio
    Baldi Matteo
    Canzonetta Davide
    Davascio Leonardo
    Donnini Asia
    Falchi Alessia
    Galoppi Simone
    Ghezzi Alessio
    Gironi Iacopo
    Gista Lorenzo
    Giusti Irene
    Golini Federica
    Gudini Sofia
    Guida Alessia
    Lapini Andrea
    Lorenzini Ryan
    Lucci Elisa
    Magi Bernardo
    Mangani Sara
    Mansueto Marco
    Martini Nicola
    Mattesini Giulio
    Mazzieri Annalia
    Milighetti Irene
    Nocentini Agnese
    Nocentini Vittoria
    Ordile Francesca




     

  • Lisa Angrisano; Alessia Arrigucci; Denise Baldi; Vanessa Baldi; Tomas Bardelli; Vittoria Bennati; Roberto Berizzi; Federico Bernardini; Sara Brandi; Linda Cacioli; Damiano Cagnetti; Morgan Capuano; Matteo Carnevali; Iacopo Carta; Letizia Carta; Alfonso Danesio; Samuele Falcinelli; Alberto Faralli; Matteo Farini; Viola Ferreri; Marco Gatta; Cristian Giuffrida; Martina Giulianini; Pietro Landucci; Fabio Levantini; Maria Lombardini; Irene Lucani; Daphne Marchi; Mina Morelli; Chiara Olivelli; Valentino Orazioli; Michela Pallottolino; Sofia Pallottolino; Mattia Pietropaolo; Laura Polvani; Alessandro Prestinice; Francesco Prestinice; Francesco Rapieri; Samir Riami; Michele Rosadini; Angelica Rosi; Matilde Salvietti; Antonio Sensitivi; Luca Simonelli; Mattia Storti; Matilde Tavanti;
  • “Il cammino continua, anche se cambiano i compagni di viaggio”. È con queste parole che lo scorso Luglio, P. Marcello vi annunciava la sua partenza e introduceva il mio arrivo. Se questa frase è stata vera per voi e per P. Marcello, è stata altrettanto vera per me e la comunità parrocchiale di Marconia da cui a mia volta mi sono distaccato.
    Anche per me è stato doloroso salutare amici e compagni di viaggio e intraprendere con voi un viaggio che per quanto il Signore mi mostra ha tutti i tratti del non previsto e del nuovo, della sfida e della scoperta. Sgombro il campo da ogni possibile malinteso. Non sono venuto a Castiglioni di mala voglia o per forza. Ho accettato la proposta dei superiori in quanto la richiesta era dettata da una necessità. Ho accettato la responsabilità di parroco facendo un’obbedienza che mi è costata tanto, ed è vero, ma spero sia stata leale, intelligente e pronta come le regole dei Padri Maristi (Cfr. Costituzioni Società di Maria art. 222) richiedono ad ogni marista.
    A farmi superare le iniziali resistenze e paure sono state la fiducia, la speranza e la profezia contenute in alcuni contributi che mi sono giunti da Mons. Giancarlo Maria Bregantini e da Papa Francesco. Mons. Bregantini riferisce circa il suo cambio di sede da Crotone a Campobasso di essere stato rassicurato a sua volta dal Priore della Certosa di Serra San Bruno con le seguenti parole: “Dio obbedisce, a chi sa obbedire a lui”
    Invece nell’omelia a S. Marta il 16 aprile scorso, commentando la prima lettura (At 5,27-33), Papa Francesco ha detto: “Obbedire è avere il coraggio di cambiare strada … Chi obbedisce ha la vita eterna”. Come resistere ancora al Signore dopo aver ricevuto queste parole come doni preziosi? Non mi e restato di dire con il profeta Geremia “Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso” (Ger. 20,7a). Con questo mi lascio alle spalle il passato e arrivo al presente!

    Mi si continua a chiedere come mi trovo a Castiglion Fiorentino, cosa penso della nuova comunità parrocchiale. La mia risposta breve e spontanea è che mi trovo bene e che ho trovato molte persone generose, disponibili e responsabili. So di non potermela cavare con queste poche parole.
    La risposta più lunga e articolata cercherò di darla nelle righe che seguono.

    Sono passati già due mesi dal mio ingresso e dall’affidamento del Vescovo, ho incontrato persone i cui volti rimangono più facilmente nella memoria dei loro nomi. Ho incontrato quasi tutte le realtà della parrocchia e sto cercando di conoscere e comprendere, luoghi, abitudini, ricorrenze. Per me è un’esperienza nuova che ha il sapore della scoperta e della sfida.
    Sto apprezzando le ricchezze e le positività di questa comunità parrocchiale e pian piano con il vostro aiuto inizio a conoscere anche i bisogni e le criticità che richiedono una risposta rinnovata e un impegno generoso. Mi sembra che avremmo bisogno di un periodo di discernimento che coinvolgerà il maggior numero di persone che amano e vivono in questa comunità parrocchiale. Sarà necessario ascoltare la gente e al contempo ubbidire allo Spirito e ai suoi sussurri e alle sue indicazioni.
    Operare cambiamenti non è per adesso una mia priorità, ma vorrei continuare ad ascoltare, comprendere e conoscere. Ciò non significa che rimarrò alla finestra a guardare ma cercherò di rispondere all’esigenze più urgenti. Ho cercato inizialmente di prestare più attenzione in questi mesi all’ambito dei giovani, della catechesi dell’iniziazione cristiana e delle famiglie.
    Sto pian piano cercando di assumere il ritmo di vita della comunità parrocchiale, celebrazioni, eventi, ricorrenze, tradizioni e modi fare, cercando di adattarmi piuttosto che sconvolgere le cose.
    Sono cosciente che questo momento di passaggio e di cambio di guida della parrocchia è difficile, o quanto meno faticoso, per molti di voi, soprattutto per chi ha lavorato gomito a gomito con P. Marcello. Spero di non arrecare danno a qualcuno con la mia caratterialità o il mio modo di vedere, pensare e agire. Ho bisogno che mi vengano dette le cose e come si sono svolte nel passato.
    Vi chiedo che questo sia fatto sempre con sincerità e schiettezza. So di poter contare su una cosa che P. Marcello mi ha comunicato fin dai primi momenti in cui ho messo piede a Castiglioni e che lui ha espresso dicendomi: “ti vorranno bene per il solo fatto che sei marista”. So di poter contare su questo e spero di aggiungevi anche qualche altra ragione che faccia incrementare questa benevolenza già abbondante e rassicurante.
    Per adesso mi fermerei qui e concluderei guardando al Natale che è ormai prossimo e al giubileo straordinario della Misericordia che ci sta davanti.

    Vi auguro che posiate lasciarvi toccare e raggiungere dalla grazia, dalla pace e dalla misericordia del Signore Gesù che si è fatto “carne della nostra carne” e ha preso dimora nella nostra umanità.

    Sinceramente e affettuosamente vi giungano gli auguri per le festività natalizie,
    i miei e quelli della comunità dei padri maristi del Rivaio.

    p. Emanuele – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • APERTO LO SPORTELLO GIOVANI

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  • PROSSIMO INCONTRO:

    DOMENICA 19 APRILE
    All'Eremo di San Lorenzo alla Montanina
    ritrovo ore 11:00

    Programma:
    • Pranzo
    • Incontro sul Vangelo di Marco
    • S. Messa
  • RASSEGNA CORALE in onore della MADONNA DELLE GRAZIE

    SANTUARIO del RIVAIO

    VENERDI' 19 GIUGNO, ore 21

    corigiugno2015

     

     

    • Coro dei bambini della parrocchia

    • Sacro Coro (Arezzo)

    • Coro della parr. dei SS. Pietro e Paolo (Arezzo)

    • Coro parr. S. Maria della Pace (Le Ville)

    • Corale G. Marioti (Castiglion Fiorentino)

     

     

     

    Fiera di beneficenza, per vivere insieme la solidarietà
  • Tanto pubblico e prestazioni di tutto rispetto per i Cori intervenuti alla rassegna nella nostra parrocchia.

    La serata è iniziata e si è conclusa con il coro dei nostri bambini che hanno cantato con entusiasmo e bravura, così come tutti i loro colleghi "più attempati", incantando il pubblico intervenuto.

    Il rinfresco nel porticato della chiesa è stata la giusta conclusione di questa bella serata.

    Grazie a chi ha partecipato, organizzato e a tutto il pubblico intervenuto.

     
     
  • in onore della Madonna delle Grazie

  • venerdì 16 giugno - ore 21

    Santuario del Rivaio

    Corale Laurenziana (San Lorenzo di Cortona)

    Schola Cantorum "Saione" (Arezzo)

    Corale "Santa Maria della Pieve" (Arezzo)

    Corale "Siyahamba" (Cortona e Val di Loreto)

    Corale "G. Mariotti" (Castiglion Fiorentino)

  • Quasi completato il restyling del vecchio salone: caldo, luminoso, dotato di wi-fi e impianto per videoproiezioni. Grazie al perlinato e ai pannelli fonoassorbenti è stato possibile eliminare il fastidioso rimbombo. Utilizzabile per feste e per incontri di gruppi contenuti, se la gioca alla pari con il nuovo salone.

    Presto saranno risistemati i bagni dell’oratorio dove si registrano delle perdite di acqua. Saranno realizzate una o due docce per consentire l’accoglienza di gruppi di passaggio

  • RINNOVO DEL CONSIGLIO del CIRCOLO ANSPI VILLAGGIO DEL GIOVANE MADONNA DEL RIVAIO

     
     

    Al termine dell'incontro assembleare dello scorso 29 novembre, dopo aver ripercorso gli ultimi anni di gestione, si è proceduto al rinnovo del consiglio e delle cariche sociali indispensabili per il funzionamento della struttura. Inoltre sono stati individuati alcuni incaricati per settori specifici.

    Questo l'esito:

    • Biliotti Alberto - Presidente
    • Salvietti Riccardo - Vice presidente
    • Bardelli Nicola - Segretario
    • Divulsi Simone - Tesoriere
    • Faralli Fabio - Revisore dei conti
    • Ruscio Mario - Revisore dei conti
    • Boschi Nello - Responsabile BAR
    • Bennati Pietro - Responsabile Bocce
    • Amodio Luca Responsabile Giovani
    • Faralli Luca - Responsabile Givoani
    • Padre Di Mare Emanuele - Rapporti con la Parrocchia e attività oratoriali
    • Iannunzio Rosa - Tesseramento
    • Salvietti Bruno
    • Ghezzi Eleonora
    • Cosci Alessandro
    • Serafini Paolo
    • Mazzierli Domenico

    Mentre si sta rimettendo in moto tutta la macchina organizzativa per consolidare la manifestazione Villaggio Rock, si comincia a pensare alle possibili iniziative per sottolineare i 50 anni del Villaggio del Giovane, ritrovare le radici e crescere ancora e meglio, con la collaborazione di tutti.

  • In occasione della festa patronale dello scorso Giugno, la FIERA DI BENEFICENZA ha fruttato circa € 1600, destinate alla Caritas.

    Grazie a tutti quanti hanno contribuito e a coloro che hanno allestito e curato l’iniziativa con grande dedizione.

  • Francesca Agnani; Costanza Avanzati; Giacomo Bassino Casamarte; Lorenzo Bennati; Tommaso Bennati; Lorenzo Berardi; Chiara Bernardini; Tommaso Berizzi; Christian Bianconi; Giada Biribicchi; Cristian Bondi; Nicole Camodeca; Asia Cappioli; Maddalena Checcarini; Gaia Contemori; Francesca Conti; Ishar Conticini; Samuele Contri; Andrea Erranti; Alessio Evangelisti; Mattia Frappi; Matilde Gironi; Gaia Goti; Deada Koci; Valentina Lovari; Rachele Magi; Alessandra Moretti; Luca Nocentini; Alessandra Pagliei; Leon Paniccia; Emma Passeri; Angela Pellegrino; Alex Perugini; Giada Pucci; Giada Riccardi; Davide Salvietti; Beatrice Scavanti; Giada Scillone; Michelle Spitaleri; Federico Stella; Matteo Tacchini; Emily Tiezzi; Giulia Tuberoni; Lorenzo Tuberoni; Federico Umbellici
  • Sabato 5 Dicembre

    La nostra gloria più grande non sta nel non cadere mai,

                                                             bensì nel rialzarci ogni volta che cadiamo” (Confucio)

     

     Vangelo del giorno Matteo 9,35-10,1.6-8

    Preghiera

    Noi viviamo di attese, Signore,attese futili, attese inutili, attese illusorieche si trasformano in delusioni, delusioni che si trasformano in amarezze,che ci trasformano in persone acide e vuote. Vuote, perché cerchiamo altrove la nostra felicità.Fuori da noi, lontano da Te.

    Senza di Te i dubbi sono tanti e le incertezze infinite. Vieni, Signore Gesù noi Ti attendiamo.

    Vieni e scuotici da questo torpore che ci avvolge,Vieni e cambia la nostra esistenza, trasforma la nostra vita, muta la nostra pigrizia in entusiasmo di vivere.La nostra illusione in speranzain un’umanità migliore e un mondo più giusto,la nostra rassegnazione in pazienza attiva e operosa.

    Aiutaci a sperare oltre ogni speranza,donaci la forza di vincere il male con il bene,

    confermaci nei propositi buonisostienici nelle difficoltà di ogni giorno.

    Ti affidiamo le nostre difficoltà,le nostre responsabilità, le nostre ansie,

    non per liberarcene, ma per avere la forza da Te, che sei la risposta alle nostre attese, l’interrogativo alle nostre false certezze, l’uomo-Dio che ci fa andare sempre oltre, sempre più lontano, sempre più in alto,che ci fa essere sempre più.

    Per questo, vieni Signore Gesù.Vieni perché quando arrivi,uomini e donne sono trasformate in persone nuove, persone nuove nel guardare, nel giudicare, nell’operare.

    (Francesco De Luca)

    Meditazione

    Non amo attendere nelle file. Non amo attendere il mio turno. Non amo attendere il treno. Non amo attendere prima di giudicare. Non amo attendere il momento opportuno. Non amo attendere un giorno ancora.Non amo attendere perché non ho tempo e non vivo che nell'istante. D'altronde tu lo sai bene, tutto è fatto per evitarmi l'attesa: gli abbonamenti ai mezzi di trasporto e i self-service, le vendite a credito e i distributori automatici, le foto a sviluppo istantaneo, i telex e i terminali dei computer, la televisione e i radiogiornali. Non ho bisogno di attendere le notizie: sono loro a precedermi.

    Ma tu Dio tu hai scelto di farti attendere il tempo di tutto un Avvento. Perché tu hai fatto dell'attesa lo spazio della conversione, il faccia a faccia con ciò che è nascosto, l'usura che non si usura.

    L'attesa, soltanto l'attesa, l'attesa dell'attesa, l'intimità con l'attesa che è in noi, perché solo l'attesa desta l'attenzione e solo l'attenzione è capace di amare. (Jean Debruyrnne)

  • CONFESSIONI

    Mercoledì 12 aprile, ore 19, celebrazione del sacramento della riconciliazione.
    Anche negli altri giorni della Settimana Santa ci sarà in chiesa qualche sacerdote a disposizione, in particolare nella giornata del Sabato Santo.

    VIA CRUCIS PER I BAMBINI DEL CATECHISMO

    Venerdì 14 aprile – ore 9 - fino alla Maestà di Mammi

    TRIDUO PASQUALE 13-14-15 APRILE

    Preghiera delle lodi al mattino - ore 8 - Rivaio

    • Giovedi Santo, ore 18,30 LA CENA DEL SIGNORE
    • Venerdi Santo, ore 18,30 LA PASSIONE DEL SIGNORE
    • Sabato Santo, ore 21,30 VEGLIA PASQUALE

    DOMENICA DI PASQUA 16 APRILE

    SS. MESSE

    • Rivaio: ore 8 - 10 - 19
    • S.P. Chanel: ore 11:30
    • Cozzano: ore 8
    • S. Antonino: ore 10

    LUNEDI' DI PASQUA 17 APRILE

    SS. MESSE

    • Rivaio: ore 8 - 10 - 19
    • S.P. Chanel: ore 8:30
    • Cozzano: ore 9
    • S. Antonino: ore 10

    LII2 9

     

    Il crocefisso in cemento posto sopra l’ingresso del Santuario, è stato rimosso per consentire la ripulitura in vista di una ricollocazione che consenta di valorizzare e meglio apprezzare l’opera opera giovanile dell’artista Enzo Scatragli.

  • Oggi l’ennesimo funerale, la chiesa di S. Pietro Chanel piena come nelle grandi occasioni, quasi da prima comunione. Dopo Beppe, Enzo anche Luigi si è avviato verso l’eternità. Il nostro cammino di quaresima iniziato il mercoledì delle ceneri ha avuto le sue sfide e le sue prove. La morte prematura di persone care ed eccezionali. Accomunati dalla malattia che li ha consumati in breve tempo. Nel caso di Enzo nemmeno un mese e mezzo. Nemmeno il tempo di fare i conti, di abituarsi, di reagire, di farsene una ragione. Morti che a pelle ci appaiono ingiuste e che sfidano il nostro senso di fede. Morti che lasciano un vuoto incolmabile. Morti che In questo tempo di quaresima sono diventate necessariamente incroci sul nostro cammino o strettoie verso la Pasqua.

    LII2 6Anche noi improvvisamente portati sotto la croce con coloro che hanno visto la morte di Gesù: l’apostolo Giovanni, Maria la madre di Gesù, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Quanta affinità tra questi ultimi e noi. Sulle nostre labbra saranno affiorate le parole di Marta e Maria che sentiremo nel vangelo della V domenica di quaresima: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!” (Gv. 11.12). Parole che stanno tra la fede in Gesù e il misterioso senso degli eventi.

    La celebrazione dei funerali che in queste due settimane si sono succedute con una certa frequenza e soprattutto quelli dei giovani amici hanno rappresentato per me e credo per molti di voi una sfida nel cammino verso la passione, morte e resurrezione di Gesù.

    Questa sfida anch’io ho dovuto affrontare e mi sono accorto che ho avuto con me, in questo tempo, benedicendo le vostre famiglie e le vostre case, un qualcosa che mi ricordava che quella sfida è superata. Sto parlando dell’immagine del Crocifisso che abbiamo lasciato nelle famiglie. Anch’io, come voi non mi ero accorto della particolarità di quel crocifisso. A molti di voi ho chiesto cosa ci vedi di particolare in questa immagine? Noti niente di strano? Non manca nulla?

    Tutti con la medesima attenzione di chi cerca “il particolare mancante” in un gioco di enigmistica e dopo un prolungato e infruttuoso silenzio concludevate con dispiacere con un “no”, “niente”.

    E ciò che era più ovvio è diventato difficile da trovare! E poi l’ovvio impediva di esaltare l’eccezionale e il meraviglioso.

    Io come voi davo per scontato che in un crocifisso ci avremmo trovato la sofferenza, le piaghe sanguinanti, i segni di una dolorosa passione. Tanto scontato che i nostri occhi non sono riusciti a notarne l’assenza. Infatti in quell’immagine il corpo di Gesù e privo di piaghe, dipinto in modo perfetto, addirittura, come se fosse luminoso e splendente.

    Ma non è tutto! Non ci siamo accorti del capo reclinato che fissa teneramente l’osservatore, del volto sereno e quasi sorridente, dei piedi inchiodati separatamente quasi ad accennare un passo di danza. Le gemme preziose intorno all’aureola e presenti in varie parti. Particolari questi che si imparano da qualcuno che li ha già scoperti. Nella maggior parte dei casi alla scoperta di questi particolari sul volto di chi avevo davanti ho visto affiorare la sorpresa e ho sentito bisbigliare con meraviglia “è vero! Non l’avevo notato”.

    Se l’autore, che rimane ignoto, ma ben identificata è l’epoca della composizione (XII e XII secolo) sapesse che abbiamo scoperto tali particolari probabilmente si rallegrerebbe in quanto ha raggiunto il suo scopo: farci intravvedere anche nel Cristo crocifisso la gloria di Dio. La luce della resurrezione che si intravvede già nella croce. Ritengo che essermi intrattenuto con molti di voi su ciò, sia stato uno scambiarsi già un annuncio e un augurio semplice e discreto della Pasqua di Gesù.

    LII2 7Ecco allora a riempire i nostri occhi non sono solo più le lacrime e la mestizia che la morte degli amici ha lasciato, i nostri occhi si sono riempiti della gloria di Dio. Quella gloria che Gesù ha cercato di far intravvedere ai discepoli nel cieco nato: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio” (Gv. 9.4). A proposito di Lazzaro, poi Gesù ai discepoli dice ancora: "questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato" (Gv. 11.4).

    Se non siamo subito stati in grado di intravvedere la Gloria di Dio in un’immagine ricca di segni e particolari immagino quanto sia difficile intravvedere negli eventi, dove la morte sembra regnare, la Gloria di Dio. Nella notte di Pasqua dopo la fine della veglia al Rivaio, faremo in modo che molti di voi possano correre in Collegiata per assistere alla famosa volata. Questa sarà bella, ma rischia di essere uno spettacolo anche se inserita, ma non prevista, nella liturgia attuale. Credo che da tutti i punti di vista, artistico, teologico, liturgico e … quel crocifisso sia ben più della volata. Alzate il capo e guardate in alto sospeso sopra l’altare quel magnifico e meraviglioso Cristo trionfante in Croce. Incrociate quello sguardo radioso e salvifico. Che il Signore possa in questa Pasqua di passione, morte e resurrezione farci intravvedere la nostra resurrezione e la gloria di Dio nella propria vita e nella vita di coloro che ci vivono accanto.

    Buona e Santa Pasqua a tutti
    anche a nome dei confratelli sacerdoti
    della Comunità Marista del Rivaio
    padre Emanuele

  • Cari amici, le parole di Pietro: “… ma sulla tua parola getterò le reti” che abbiamo ascoltato nel vangelo della V domenica del tempo ordinario, continuano a risuonarmi nelle orecchie. Queste parole in passato, mi hanno aiutato a rispondere al Signore, alle sue chiamate; mi hanno aiutato a camminare fiducioso su strade non tracciate e solo intraviste dalla fede.


    letteraparroco201601Oggi, qui a Castiglion Fiorentino, da parroco, all’inizio della quaresima e nel pieno del giubileo straordinario della misericordia, quelle parole come il resto del brano evangelico acquistano un significato particolare e diventano domanda: verso dove il Signore conduce questa comunità parrocchiale? Che cosa ci dobbiamo attendere dalla sua benevolenza? Che cosa dobbiamo mettere a disposizione di Gesù perché parli oggi al cuore delle persone?
    Domande che forse chi mi ha preceduto si è fatto a suo tempo e a cui ha dato delle risposte facendo scelte, contattando e coinvolgendo persone, suscitando iniziative nei vari ambiti pastorali: liturgia, carità, catechesi, laicato marista, giovani, famiglie.
    In questi mesi sono entrato sempre più in contatto con le realtà della parrocchia ringraziando il Signore per ciò che ho trovato di buono e consolidato ma anche accogliendo, da chi è anche più coinvolto nelle attività pastorali, le difficoltà e le criticità di questo momento storico. Mi è sembrato allora che anche per la nostra comunità parrocchiale si stiano fissando, in un certo senso, le “reti vuote”. Non vorrei dire che ci sia in modo diffuso scoraggiamento e delusione ma un certo senso di impotenza e incertezza credo di sì. Un sentire che segue all’impegno e alla fatica espressa negli anni passati e che accompagna il presente. Gli ambiti che sembrano a un primo sguardo più toccati da questa che potremmo definire “crisi” sono quelli del mondo della famiglia e dei giovani.
    Ritengo allora che sia necessario nell’immediato futuro intraprendere un cammino di discernimento e rinnovamento. Credo che potremmo trovare un grande aiuto nel modo in cui il papa sta compiendo il suo ministero profetico per la Chiesa e il mondo.


    La sintesi e il programma del ministero di Papa Francesco lo troviamo espresso in modo esplicito e completo nell’enciclica “Evangelii Gaudium” che ci aiuta a guardare la realtà sociale, umana, economica ed ecclesiale con gli occhi della fede e ripartendo da Cristo, al fine di trasformare e rinnovare ogni cosa e soprattutto la Chiesa. Tutto ciò prende il nome di evangelizzazione.


    A tale proposito vi riporto per intero il n° 84
    “ La gioia del Vangelo è quella che niente e nessuno ci potrà mai togliere (cfr Gv 16,22). I mali del nostro mondo – e quelli della Chiesa – non dovrebbero essere scuse per ridurre il nostro impegno e il nostro fervore. Consideriamoli come sfide per crescere. Inoltre, lo sguardo di fede è capace di riconoscere la luce che sempre lo Spirito Santo diffonde in mezzo all’oscurità, senza dimenticare che «dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia» (Rm 5,20). La nostra fede è sfidata a intravedere il vino in cui l’acqua può essere trasformata, e a scoprire il grano che cresce in mezzo della zizzania. A cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, anche se proviamo dolore per le miserie della nostra epoca e siamo lontani da ingenui ottimismi, il maggiore realismo non deve significare minore fiducia nello Spirito né minore generosità. In questo senso, possiamo tornare ad ascoltare le parole del beato Giovanni XXIII in quella memorabile giornata dell’11 ottobre 1962: «Non senza offesa per le Nostre orecchie, ci vengono riferite le voci di alcuni che, sebbene accesi di zelo per la religione, valutano però i fatti senza sufficiente obiettività né prudente giudizio. Nelle attuali condizioni della società umana essi non sono capaci di vedere altro che rovine e guai [...] A Noi sembra di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunziano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo. Nello stato presente degli eventi umani, nel quale l’umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, sono piuttosto da vedere i misteriosi piani della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi successivi attraverso l’opera degli uomini, e spesso al di là delle loro aspettative, e con sapienza dispongono tutto, anche le avverse vicende umane, per il bene della Chiesa». (Discorso di apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II (11 ottobre 1962), 4, 2-4: AAS 54 (1962), 789)”


    Sono fiducioso che lo studio e la riflessione sulla “Evangelii Gaudium”, fatto a livello comunitario, tra le varie realtà della parrocchia, possano condurci verso una nuova tappa della vita della nostra comunità e che, come direbbe S. Paolo, sapremmo rendere conto della fede e “dell’amore che è stato riversato nei nostri cuori” (Rm 5,5) ed esprimere nuovi carismi e doni, al fine di formare pienamente Cristo in ogni fratello e sorella. (Cfr. Gal 2,19)
    In questo mercoledì delle ceneri in cui ci apprestiamo ad iniziare il cammino di conversione quaresimale vi saluto calorosamente augurando a voi e a me di camminare con fede, intra-vedendo, cioè vedendo dentro e attraverso la nostra umanità la vita nuova e bella del Vangelo. Accogliamo l’invito del papa a sperimentare in questa Quaresima, tra le braccia materne della Chiesa, nell’ascolto attento della parola, con abbondanza la misericordia del Signore il cui volto incarnato è Gesù nato dalla Vergine Maria. Buon cammino a tutti.

    p. Emanuele – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Giusto un anno fa si procedeva al rinnovo del Consiglio Pastorale. Accanto ai “veterani” hanno trovato posto alcuni volti nuovi. A uno di loro abbiamo chiesto un primo bilancio dell’esperienza.

    Il primo anno di Consiglio Pastorale è passato ed è giusto fare un bilancio di cosa si è vissuto.
    Non sapevo cosa aspettarmi e sinceramente nemmeno cosa avrei potuto dare a questo gruppo, non ho mai avuto molta confidenza con la fede vivendo momenti di alti e bassi….tanti dubbi e tante critiche….per cui sono entrato in punta di piedi accettando l’incarico a cui sono stato chiamato con la certezza però di rispettarel’impegno preso e di non viverlo solo da spettatore.
    Da subito mi sono sentito dentro questo gruppo che mi ha saputo accogliere senza giudicarmi, lasciandomi così libero di dire la mia senza timori.
    So di non aver fatto molto ma sento che la mia opinione è stata comunque utile, come quella di tutti gli altri, magari proprio perché a volte diversa.
    Tirando le somme ho trovato nel Consiglio Pastorale un gruppo di persone eterogeneo per sesso, età, estrazione sociale e visione del mondo che va d’accordo, accoglie e non giudica, dove la diversità di ognuno di noi diventa ricchezza per gli altri.
    Mi accorgo che ho appena elencato alcune cose che renderebbero il mondo un posto un po’ più bello su cui vivere…..mica male!

    Nicola Bardelli

  • Tra le molte persone che ci hanno lasciato in questi mesi è doveroso ricordarne alcune con particolare affetto e riconoscenza:

    iris IRIS, terziaria marista; collaboratrice nella pastorale fin dai primi anni della parrocchia, soprattutto per il catechismo, la vestizione e la sistemazione dei chierichetti ogni domenica. Preziosa anche la sua abilità di sarta nell’adattamento delle vestine.
    fausto FAUSTO, attentissimo lettore di questo notiziario. Gli siamo debitori soprattutto per la grande sensibilità e l’impegno trasmesso ai figli Fabio e Carlo.
    quintilio QUINTILIO, dal cuore d’oro. Sempre disponibile a prodigarsi per gli altri… quanti piccoli ma grandi servizi resi ai malati nelle case di tutti… con la battuta sempre pronta a rinfrancare il morale. Attivo

     

  • C'era vicino a Betlemme una povera vecchietta che, rimasta sola, viveva in una capanna poco lontano dalla strada principale. La notte che nacque Gesù sentì passare nella via sempre più viandanti che parlottando se ne andavano tutti nella stessa direzione. Che sarà successo? disse alzandosi da letto e, messasi addosso qualche panno raggiunse la strada e seppe dai passanti che era nato il Messia.
    Vado anch'io, vado anch'io… decise e in fretta e furia si vestì, ma, fattasi sulla porta si domandò: _ Cosa gli porto al Signore che non ho proprio nulla?
    Guarda guarda, fruga fruga con la lucerna vide nella madia un'ampolla d'olio. Era un bel vaso col manico, il beccuccio, panciuto e dipinto, unico ricordo che gli era rimasto della sua mamma che gliel'aveva lasciato prima di morire.
    _Questo no – disse - questo non è possibile eppure non ho altro di decente: panni, stoviglie, miele, non ho nulla di nulla. Ho solo quest'ampolla d'olio buono con cui faccio cena. Di presentabile non c'è altro… porterò questa.
    La involse in un panno, la prese tra le braccia e s'avviò per la strada. Ora mentre camminava svelta svelta, arrivò una capra di corsa che era scappata di mano a un contadino che le gridava dietro e nel buio si volse, ma non riuscì ad evitarla: la bestia l'urtò con violenza facendole cadere la bella ampolla che finì a terra in mille pezzi, mentre la capra e il contadino sparirono nel buio. _Che faccio ora? - si mise a piagnucolare - Che vado a fare alla grotta del Signore così a mani vuote come una pezzente, senza neanche un biscotto da dare a quella creatura? Che vergogna! Che vergogna!... Ma io vado lo stesso: voglio vedere il Signore che è venuto a portarci la salvezza, anche se farò la figura della pezzente, o dell'avara, anche se non potrò offrire nulla a quel bambino.
    Così continuò la strada e, giunta davanti alla grotta, stette in disparte dietro l'altra gente a guardare. Ora, mentre stava quasi trasognata davanti alla cuna vide che la Madonna stava preparando qualcosa da mangiare a Giuseppe e per condire sollevò un'ampolla d'olio che riconobbe: con certezza era la sua; aveva lo stesso spaghino rosso legato intorno.
    Mentre stava in ginocchio piena di meraviglia Maria le si rivolse e le disse:
    _Cara, cosa guardi? Grazie dell'olio che mi hai portato: ne avevo proprio bisogno.
    _Ma io…
    _Lo so che l'hai perduto per strada, lo so, ma io l'ho avuto lo stesso. Grazie e vai in pace.

  • Abbiamo recentemente salutato con grande riconoscenza il carissimo Sergio Morelli.


    È stato ricordato il suo ruolo attivo nel volontariato cittadino (AVIS e AIDO), prestato con caparbietà, ma senza protagonismo.

    Lo ringraziamo anche per il suo impegno nelle attività ricreative della parrocchia, negli ultimi anni aveva promosso alcune gite molto partecipate.

  • Cari amici sono alla vigilia di una partenza. Domani sarò a Bologna per qualche giorno, per partecipare al convegno nazionale di pastorale giovanile che porta il titolo di “la cura e l’attesa”. Mi aspetto di capire e condividere ciò che il convegno si ripropone: costruire il profilo e le competenze dei buoni educatori; come deve essere un ‘buon’ educatore? Un adulto in grado di stare accanto ai ragazzi con la consapevolezza e la preparazione del caso, perché è attorno alla sua preparazione che si gioca l’emergenza educativa”. Spero di tornare arricchito e di arricchire a mia volta coloro che hanno cura dei nostri giovani.

    unviaggiodiquarantagiorniMa non è questa la partenza di quel viaggio di cui alludevo nel titolo. Il viaggio che già dal V secolo i cristiani compivano, prende il nome dalla durata del viaggio, quaranta giorni, da cui “quaresima”. Nel nostro tempo la Chiesa ci fa iniziare questo viaggio con il “mercoledì delle ceneri” e ce lo fa terminare il giovedì santo con la celebrazione “nella cena del Signore”, in cui viene rievocato la lavanda dei piedi fatta da Gesù nell’ultima cena. La Chiesa poi ci lascia sulla soglia per poi aprirci la porta al mistero della Pasqua. Prenderemo come riferimento i quaranta giorni di Gesù trascorsi nel deserto tra le tre grandi tentazioni che sentiremo nel vangelo della I domenica di quaresima. In questo viaggio scandito da sei domeniche in cui riceveremo in parte brani tratti dal vangelo di Matteo e parte da quello di Giovanni. Un cammino a tappe a carattere battesimale, ciò significa che avremo l’opportunità di ritornare alle radici della nostra fede, il nostro battesimo, che anche in età adulta non ha del tutto trasformato la nostra vita e non ha del tutto portato i suoi frutti. Passeremo dal deserto di Giuda delle tentazioni; al Tabor, monte della trasfigurazione; a Sicar, al pozzo con la samaritana; alle vie di Gerusalemme con il cieco nato; a Betania, alla tomba di Lazzaro e infine per le strade di Gerusalemme ad agitare con gioia i nostri rami a Gesù che cavalca un asinello. Vi ho fatto conoscere il percorso e questo potrebbe far diventare il tutto scontato e senza sorprese e come se vi facessi conoscere la trama del film di cui state guardando la replica togliendovi il gusto e la sorpresa. Non è proprio così! Perché questo viaggio è diverso! Questo viaggio lo compie chi lo fa nonostante le tappe siano note. E’ un viaggio! Non è il percorso la parte più importante, ma il mio coinvolgimento, le mie reazioni, ciò che succede dentro di me. Italo Calvino diceva: “Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi”. Un altro grande della letteratura latina ci ricorda: “A che 3 serve viaggiare se tu porti te stesso con te? Bisogna cambiare di anima, non di aria” (Sallustio, Lettere a Lucilio). Allora attendo e spero sin d’ora che questo viaggio ci faccia non turisti o visitatori ma pellegrini. Ho accennato a dei luoghi geografici, ma per chi vorrà compiere un cammino spirituale sono anche luoghi e condizioni interiori, spazi di crescita e di rinascita, occasioni dove ci potremmo incontrare con Dio e con noi stessi. Il deserto potrebbe rimandare al proprio vuoto esistenziale che non può essere accettato e riempito se non accogliendo la parola di Dio. Il monte potrebbe metterci in condizione accorciare le distanze tra me e Dio attraverso la meraviglia. Il pozzo di Sicar potrebbe far emergere e riconoscere le nostre seti e la ricerca del senso delle cose e della vita. Il buio e la cecità ci potrebbe far rendere conto delle stoltezze e delle resistenze nell’accogliere ciò che è vero, oppure rimandarci alle fragilità che ciascuno di noi nasconde e che andrebbero portate alla luce. Betania il luogo dell’amicizia sincera che già fa intravvedere la vittoria sulla morte che ci tiene legati e prigionieri. Gerusalemme luogo contraddittorio: trionfo che introduce alla morte e patibolo che nasconde la vittoria.

    Compiuto questo pellegrinaggio potremo varcare la soglia e vivere il santo triduo pasquale e celebrarlo in pienezza.

    Il primo giorno di questo viaggio non dimentichiamo che ci saranno consegnati con le ceneri tre strumenti preziosi: digiuno, preghiera e carità. Strumenti che da sempre la Chiesa ha affidato ai suoi figli che saranno tanto efficaci quanto coinvolgeranno il cuore non rivestendoli di automatismi e non facendole diventare delle pratiche vuote e non di rado ipocrite.

    Nel augurare a me e a voi un buon cammino di quaresima vi affido un breve racconto. Nel mio essere un internauta a singhiozzo mi sono imbattuto in ciò che il rabbino Abraham Joshua Twersky dice a proposito di come cresce l’aragosta:

    unviaggiodiquarantagiorni aragosta“L’aragosta è un animale morbido e soffice che vive dentro un rigido guscio che non si espande mai. E come fa l’aragosta a crescere? Mentre questa cresce, il guscio diventa sempre più stretto e scomodo, tanto che l’aragosta non può fare altro che liberarsene. Sentendosi sempre più sotto pressione e a disagio, va quindi a nascondersi tra le rocce. Lì, più vulnerabile che mai, lascia andare il vecchio guscio e si adopera per crearne uno nuovo che possa adeguarsi alle sue necessità. Ad un certo punto, continuando a crescere, anche questo guscio diventa stretto e scomodo. Allora, torna sotto alla sua roccia e ripete il processo, ancora e ancora. Lo stimolo che rende possibile la crescita dell’aragosta è la scomodità, il disagio, il dolore. Se l’aragosta potesse fare come facciamo noi, si limiterebbe a cercare una soluzione immediata: una distrazione che possa far sparire il disagio e che la illuda di aver risolto il problema senza averlo realmente affrontato; e così facendo, non si libererebbe mai di quello che non va più bene per lei. Quello che dobbiamo capire è che i momenti di stress sono segnali che ci suggeriscono che è tempo di cambiare e che se usiamo le avversità a nostro favore, possiamo anche noi imparare a crescere attraverso di esse”.

    Mi auguro che questo racconto diventi una metafora che ci metta in cammino con il desiderio di rinascere. Se sentiamo disagio, sofferenze, ferite, peccato e… potrebbe essere arrivato il tempo di riscrivere la nostra storia, lasciarci raggiungere dalla misericordia e dall’amore di Dio.

    Buon cammino di Quaresima

    padre Emanuele

  • Un mese è già passato dall’ultima lettera e siamo a pochi giorni dal Natale. Abbiamo vissuto questo mese con un certo affanno visto che al già impegnativo compito di avviare la catechesi per l’iniziazione cristiana e quindi l’anno pastorale si è aggiunta la visita pastorale dell’arcivescovo al nostro vicariato di Castiglion Fiorentino. Visita che si è conclusa proprio ieri sera nella nostra Chiesa di S. Pietro Chanel. L’arcivescovo ci ha lasciato delle consegne e soprattutto ci ha indirizzati verso il sinodo diocesano che è stato indetto ufficialmente il giorno stesso che abbiamo chiuso l’anno giubilare straordinario della misericordia, il 20 novembre scorso. Ci siamo introdotti come comunità parrocchiale nel frattempo, in occasione della preparazione della festa dell’Immacolata, in quel cammino di discernimento che avremmo voluto iniziare già l’anno scorso ma che non è stato possibile.

    Partendo dall’esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii Gaudium in cui viene espressa la decisa volontà del Santo Padre di rinnovare la Chiesa, vorremmo anche noi guardare alla nostra comunità per rinnovarla e indirizzarla verso un futuro che accolga le sfide di questo tempo ma che sia più fedele al Vangelo di Gesù; che proceda decisa verso nuova tappa del cammino di evangelizzazione. La lettera del papa non è un semplice punto di partenza ma è anche e soprattutto un metodo per rinnovare il volto della Chiesa. La sua struttura in 5 capitoli insegna questo metodo. L’approfondimento e lo studio che ne faremo nei prossimi mesi ci aiuterà a guardare i vari aspetti della vita della nostra comunità come: la pastorale per ambiti (famiglia, lavoro, educazione, tempo libero e sport), la pastorale per età (fanciulli, adolescenti, giovani, adulti e anziani), la pastorale per funzioni (liturgia, catechesi, carità).

    Vi chiedo pertanto di leggere o di rileggere se qualcuno lo avesse già fatto perché già il prossimo 18 gennaio ore 21 avremo il primo incontro, aperto a tutti i parrocchiani per compiere questo cammino. Fare discernimento non significa fermarsi a guardare, ad analizzare, ma comporta scegliere e quindi decidere. Guardare con gli occhi di chi ritiene che Gesù sia la via, la verità e la vita di ogni cosa; di chi ritiene che l’incontro con lui sia la fonte e la ragione della nostra gioia e della nostra speranza; di chi sa trovare il volto di Dio in ogni persona e situazione. Per avere questo sguardo trasformato abbiamo avuto a disposizione questo tempo di grazia che è l’avvento. Siamo stati aiutati da Isaia che invita il suo polo a guardare con gioia e speranza verso l’Emmanuele; da Giovanni battista che accoglie i peccatori e li indirizza verso colui che è più grande di lui; da Maria e Giuseppe che si lasciano sorprendere da Dio e si fidano a tal punto da diventare strumenti di salvezza nelle mani del Signore. Ancor più forte ed eccezionale sarà il tempo di Natale.

    Potremmo farci intenerire da quel Dio che nasce tra noi, come ci hanno mostrato i nostri ragazzi più grandi del catechismo venerdì scorso impersonando una poesia molto bella di Lambert Noben:

    Sono nato nudo, dice Dio,
    perchè tu sappia spogliarti di te stesso.
    Sono nato povero perché tu possa
    considerarmi l'unica ricchezza.
    Sono nato in una stalla perché tu impari
    a santificare ogni ambiente.
    Sono nato debole, dice Dio,
    perché tu non abbia mai paura di me.

    Sono nato per amore
    perché tu non dubiti mai del mio amore.
    Sono nato di notte
    perché tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.
    Sono nato persona, dice Dio,
    perché tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
    Sono nato uomo
    perché tu possa essere "dio".

    Sono nato perseguitato
    perché tu sappia accettare le difficoltà.
    Sono nato nella semplicità
    perché tu smetta di essere complicato.
    Sono nato nella tua vita, dice Dio,
    per portare tutti alla casa del Padre,

     

    Anche i più piccoli del catechismo ci hanno invitato a guardare come Francesco d’Assisi al mistero dell’incarnazione attraverso l’allestimento del presepe. Il presepe non è tanto un’opera d’arte nostra ma il capolavoro di Dio che ha tanto amato noi da darci il Figlio. Forse ad ogni statuina del presepe dovremmo pregare e benedire Dio.

    Non mi resta che augurarvi un Santo Natale e che il Signore ci doni questo sguardo di tenerezza senza il quale non sapremmo guardare al passato con gratitudine, non potremmo vivere con gioia e speranza il presente e non saremmo in grado di costruire e far coincidere il nostro futuro con il futuro di Dio che è il suo Regno.

    Santo Natale a tutti anche da parte dei miei confratelli maristi del Rivaio.

    p. Emanuele

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